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Assegno Unico 2026, estesa la platea dei beneficiari e nuovi importi. Cosa cambia

Sono cambiati i requisiti per richiedere l'Assegno Unico: ecco chi sono coloro che possono ottenere il sussidio e quali sono le modalità

Assegno Unico 2026,  estesa la platea dei beneficiari e nuovi importi. Cosa cambia
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Ci sono novità per quanto concerne l'Assegno Unico, specialmente per quanto riguarda i requisiti necessari per ottenerlo. A poter presentare la domanda, infatti, saranno anche coloro che, pur non essendo residenti in Italia, lavorano nel nostro Paese, oppure hanno figli residenti in un'altra Nazione, ma lavorano e vivono in Italia. In sostanza, viene preso in considerazione il luogo in cui si pagano le tasse e i contributi.

Anche per questa ragione è stato necessario apportare delle modifiche ai requisiti. A tal proposito, la legge n° 50 del 20 aprile 2026, recentemente pubblicata in Gazzetta Ufficiale, ha introdotto modifiche cruciali, estendendo la platea di beneficiari e ratificando gli adeguamenti economici per l'anno in corso. A seguito della novità, si stima che saranno circa 50mila i nuovi percettori dell'assegno, con una maggiore spesa da parte dello Stato. Si parla di 20 milioni per l'anno in corso, che poi saliranno di anno in anno, fino ad arrivare ai 36 milioni fissati per il 2035.

Ma chi potrà usufruire del sussidio? Abbiamo visto che a presentare richiesta potranno essere tutti i cittadini che risiedono e hanno il domicilio in Italia, quindi anche i lavoratori degli stati membri dell'Ue che non risiedono nel nostro Paese ma che hanno un contratto di lavoro subordinato o di attività da lavoro autonomo che permette loro di versare i contributi. A questi si aggiungono anche coloro che hanno figli a carico residenti in un altro Stato Ue, ma lavorano in Italia.

La platea è stata estesa per allineare la normativa italiana alle richieste dell'Unione Europea. Vi era infatti la possibilità di incappare in una condanna della Corte di giustizia europea a seguito della procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea dopo il reclamo presentato dalla Uil del Friuli-Venezia Giulia, che intendeva tutelare i lavoratori frontalieri.

Per quanto riguarda gli importi, ci sono state delle modifiche, dato che sono stati adeguati. Ogni singola cifra è cresciuta dell'1,4% per recuperare il potere d'acquisto.

Con un Isee fino a 17.444 euro, abbiamo un importo massimo di 203,80 euro per figlio, oltre 46.582 euro (o senza Isee) si ha diritto all'importo minimo, ovvero 58,30 euro per figlio.

Spettano poi circa 93 euro per chi ha figli maggiorenni (fino a 21 anni) e Isee basso, mentre la cifra scende a 28 euro per chi ha Isee alto. Oltre alla quota base, sono previsti dei bonus extra a seconda delle situazioni contingenti.

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