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Bollo auto e cambio residenza, ecco cosa accade se hai l'esenzione

La disabilità deve essere riconosciuta in modo oggettivo sull'intero territorio nazionale, la sentenza

Bollo auto e cambio residenza, ecco cosa accade se hai l'esenzione
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Il trasferimento di residenza non comporta automaticamente la perdita dell'esenzione dal bollo auto per i disabili, una questione, questa, che è stata risolta solo dopo lunghe controversie legali.

Il beneficio in esame, radicato nell'articolo 8 della Legge 449/1997, ha valenza nazionale e non può essere limitato dalle normative regionali, che possono eventualmente solo ampliare le tutele. Tale legge, per l'appunto, disciplina le agevolazioni fiscali per l'acquisto e la manutenzione di veicoli adattati destinati al trasporto o alla guida di persone con disabilità motoria permanente. Tra le principali agevolazioni per gli aventi diritto figurano l'IVA al 4%, applicabile sull'acquisto di autoveicoli (con cilindrata fino a 2000 cc per i benzina e 2500 cc per i diesel) e sugli interventi di adattamento, l'esenzione dall'imposta di trascrizione (IPT) al momento dell'acquisto e della registrazione al PRA, la detrazione IRPEF del 19% calcolata su una spesa massima di €18.075,99 per l'acquisto del veicolo e per le riparazioni straordinarie e infine l'esenzione dal bollo auto per i veicoli intestati alla persona con disabilità o a un familiare fiscalmente a carico.

Una volta appurata questa esenzione, verrebbe spontaneo pensare che al cambio di residenza automaticamente essa sia riconosciuta ovunque, eppure negli anni sono emerse diverse problematiche. Emblematico è il caso di una donna disabile residente originariamente in Lombardia: riconosciuto come previsto dalla legge lo stato di disabilità permanente dalla commissione medica incaricata, la signora comprò l'auto nel 2012 e ottenne anche l'esenzione dal pagamento del bollo.

L'anno successivo arrivò il trasferimento nelle Marche, e la disabile fece subito richiesta di esenzione anche nella nuova regione di residenza. Tutto ok, quindi? Purtroppo no, dal momento che nel 2018 la donna ricevette un avviso di accertamento per la tassa di possesso auto non versata nel 2015: l'Ente locale, in sostanza, aveva deciso di non ritenere validi gli accertamenti effettuati dalla commissione medica lombarda prima di riconoscere i benefici previsti dalla Legge 449/1997. In primo grado il giudice ritenne legittimo l'avviso di accertamento inviato dalla regione Marche, costringendo la disabile a ricorrere in appello.

In secondo grado la sentenza è stata completamente ribaltata: il giudice ha riconosciuto infatti la disabilità quale fondamento primo dell'esenzione dal pagamento del bollo auto, dal momento che essa è da ritenere "un fatto oggettivo e storico" totalmente indipendente dalla regione di residenza della signora.

Il diritto all'esenzione dal bollo auto per le persone con disabilità deve pertanto avere valore sull'intero territorio italiano e non decade in caso

di trasferimento in un'altra regione. La Corte di giustizia tributaria di secondo grado delle Marche con la sentenza n. 134/2026, ha introdotto dei principi fondamentali per la mobilità e i diritti dei cittadini disabili:

  • validità nazionale: lo stato di invalidità è un dato oggettivo certificato da una commissione medica. La sua efficacia non è limitata ai confini della regione che lo ha rilasciato, ma si estende a tutta Italia;

  • nessun nuovo controllo sul veicolo: i giudici hanno chiarito che, se l'auto dispone già delle modifiche strutturali necessarie alla guida e queste non sono cambiate nel tempo, non serve alcuna nuova verifica tecnica dopo il cambio di residenza;

  • riconoscimento automatico: la nuova regione di domicilio deve applicare l'agevolazione d'ufficio. Il cittadino non ha l'obbligo di presentare una seconda domanda per riottenere il beneficio fiscale.

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