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Bonus gite scolastiche: ecco come funziona

La misura è voluta dal ministero dell’Istruzione per favorire la partecipazione degli studenti di famiglie con Isee basso alle gite scolastiche

Bonus gite scolastiche: ecco come funziona
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Un bonus fino a 150 euro per favorire la partecipazione alle gite scolastiche degli studenti appartenenti a nuclei familiari con Isee inferiore ai 15mila euro.

Il bonus gite scolastiche è una misura del Ministero dell’Istruzione e del Merito il cui fine è quello di fornire agli istituti scolastici i fondi necessari a favorire la partecipazione dei propri alunni, provenienti da famiglie in difficoltà economica, a questa tipologia di attività educative. La misura, introdotta originariamente nel 2023, è stata riconfermata con la nota dello scorso 5 dicembre 2025, attingendo proprio all’utilizzo dei fondi residui destinati al welfare scolastico per i viaggi di istruzione.

Potranno utilizzare questa agevolazione, pertanto, le scuole (gli istituti statali secondari di secondo grado) che avevano ottenuto i fondi ma che hanno delle risorse residue.Il bonus, dunque, non viene erogato direttamente ai beneficiari, ma è gestita dall’istituto scolastico che potrà scegliere tra due diverse soluzioni:

  • l’applicazione di uno sconto immediato sul costo della gita;

  • il rimborso delle somme già versate dalle famiglie.

Per sapere le modalità occorre controllare la circolare della scuola, in cui sono indicati i dettagli della procedura, e dove è possibile controllare di possedere i requisiti richiesti. Su questo aspetto ci sono delle novità importanti.

Il bonus, infatti, amplia la platea dei beneficiari con l’innalzamento delle soglie Isee.

Rispetto alle precedenti edizioni, la soglia generale sale da 5mila a 15mila euro, permettendo un accesso molto più ampio alla misura.

Altra novità riguarda, poi, l’autonomia degli istituti: ogni scuola ha la facoltà di modulare la platea dei beneficiari. Di conseguenza, criteri e requisiti possono variare tra un istituto e l’altro, poiché stabiliti direttamente dalle delibere del singolo Consiglio d’istituto.

Come specifica la nota ministeriale: i criteri per l’impiego di tali somme devono essere deliberati dal Consiglio di Istituto e che, pertanto, le istituzioni scolastiche potranno autonomamente riconoscere il contributo agli studenti sulla base dei criteri e delle procedure eventualmente decise dal suddetto Organo Collegiale.

Inoltre, le domande non dovranno più essere presentate dal singolo richiedente tramite la piattaforma unica predisposta dal ministero, ma saranno gestite direttamente dalle segreterie delle singole scuole.

Infine, anche i termini di presentazione non saranno più uniformi, ma sarà ogni istituto a stabilire le tempistiche.

Per quanto riguarda i fondi richiesti dalle scuole, come ricorda il Ministero nella nota, “A conclusione dell’anno scolastico corrente sarà cura dell’istituzione scolastica compilare il consueto monitoraggio, che verrà appositamente attivato, e restituire le eventuali risorse non spese”.

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