I passeggeri erano già stati messi in preallarme ma adesso le modalità diventano sempre più chiare secondo quanto contenuto nella bozza preparata a Bruxelles sulla delicata situazione internazionale che vede sempre meno jet fuel (il cherosene) nei serbatoi degli aerei fin quando le forniture dallo Stretto di Hormuz rimarranno ferme: i viaggiatori non hanno diritto a nessun risarcimento se il volo verrà cancellato per la mancanza di cherosene.
Come bisogna comportarsi
Questo cosa significa? Che se nell’aeroporto di partenza il volo in questione non dovesse ricevere il rifornimento per la carenza di jet fuel, oltre al naturale rimborso del biglietto che in questi casi avviene sempre, i passeggeri non avranno diritto ad alcun indennizzo. Perché? La Commissione europea fa sapere che se a livello “locale” ci sarà questa mancanza, la situazione rientra in una “circostanza straordinaria” e, di conseguenza, la compagnia aerea non è tenuta a sborsare nessuna cifra compresa tra 250 e 600 in euro in base alla distanza che quel volo aereo avrebbe dovuto coprire.
Cos’è il Notam
A quel punto basterebbe soltanto il Notam, ovvero gli avvisi utilizzati dai piloti di aeromobili o elicotteri per essere aggiornati in tempo reale sulla situazione in un determinato aeroporto o in una determinata area di cielo, sull'efficienza dei radioaiuti alla navigazione e su tutto quanto possa riguardare l'esecuzione di un volo in condizioni di sicurezza e speditezza.
Cosa accade sui pacchetti vacanze
Come ricorda il Corriere, da Bruxelles arrivano indicazioni chiare anche quando si prenota una vacanza con un tour operator che, visti gli aumenti del costo del jet fuel, “può aumentare il prezzo fino all’8%” ma i clienti devono essere informati “almeno 20 giorni prima della partenza”.
Qual è la situazione attuale
Almeno per quanto riguarda l’Italia, come ha già detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, non avremo problemi di carburante per aerei fino a tutto il mese di maggio. Poi chissà. La stessa Commissione Ue ha specificato che adesso “la situazione generale rimane stabile e, allo stato attuale, non vi sono prove concrete di carenze di carburante”. Però, logicamente, “se il conflitto dovesse protrarsi, potrebbero verificarsi interruzioni nelle forniture, in particolare per i carburanti per aerei”.
La situazione internazionale evolve quotidianamente, l’Ue segue passo dopo passo questa evoluzione senza fare previsioni certe sul prossimo futuro.
“Se l’attuale crisi dovesse evolvere anche verso uno scenario di possibile scarsità di carburante, potrebbero essere prese in considerazione ulteriori misure per garantire la continuità operativa delle imprese e il corretto funzionamento delle catene di approvvigionamento all'interno dell’Ue”, spiega la Commissione.