Ok definitivo al Decreto bollette 2026 che è diventato finalmente legge. Il testo, che ha dovuto adattarsi allo scoppio della guerra in Medio Oriente (era stato approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 17 febbraio), contiene tutta quella serie di provvedimenti finalizzati a sostenere il Paese in questo momento di crisi e di aumento dei prezzi dei carburanti.
Sono stati stanziati 5 miliardi di euro per ammortizzare i costi e proteggere le famiglie in difficoltà, e così anche le imprese. Oltre a ciò, proprio per fare fronte a un'eventuale crisi energetica, è stato deciso di prolungare l'utilizzo delle centrali di carbone.
La misura più importante, come abbiamo detto, è l'aiuto nei confronti dei consumatori. Si stima che siano 2,6 milioni di famiglie le famiglie a trovarsi in un momento di difficoltà. Per loro, che dovrebbero già ricevere il bonus sociale elettrico, sono stati messi a disposizione altri 115 euro di cui usufruire nel 2026. Il bonus riguarda anche il teleriscaldamento.
È stata poi introdotta la possibilità di uno sconto in bolletta fino a 60 euro all'anno per il biennio 2026-2027 per le famiglie con Isee fino a 25mila euro che non rientrano nel bonus sociale.
Nel decreto sono inoltre incluse delle norme contro le chiamate commerciali aggressive nel settore energetico (telemarketing).
Andando avanti, troviamo misure di sostegno anche per le imprese. È stata introdotta una riduzione degli oneri generali nelle fatture elettriche per oltre quattro milioni di imprese per alleggerire i costi fissi. Come se ciò non bastasse, il gas accumulato durante la crisi energetica del 2022 verrà messo sul mercato e venduto, sempre con l'intenzione di abbassare i costi delle bollette pagate dalle imprese.
Grande attenzione anche al campo delle rinnovabili. Il provvedimento incentiva la stipula di forniture a lungo termine da fonti rinnovabili per il settore produttivo e liberalizza la partecipazione dei privati e dei distretti condominiali alle comunità energetiche rinnovabili.
Un altro punto molto importante è quello che riguarda il carbone. Il termine per la chiusura delle centrali a carbone, inizialmente previsto per il 2025, è stato spostato al 31 dicembre 2038. Questo per avere un'altra fonte a cui attingere in caso di crisi energetica.
Infine, si
pensa a scorporare i costi per la tassazione europea delle emissioni Ets dal gas impiegato per produrre energia elettrica, così da ridurre il prezzo. La misura, subordinata all'Ue, entrerà in vigore dal 2027.