Il Decreto Bollette, convertito in legge lo scorso 8 aprile, non interviene soltanto sul fronte degli aiuti contro il caro energia, ma introduce anche una stretta significativa su un fenomeno da tempo al centro delle segnalazioni dei cittadini: il telemarketing aggressivo nel settore luce e gas. Una novità che, almeno nelle intenzioni del legislatore, punta a ridurre drasticamente le chiamate indesiderate e a rafforzare le tutele per gli utenti.
Stop alle chiamate non richieste
Il cambiamento più evidente, come sottolinea l’associazione Consumerismo No Profit, fra le realtà in prima linea nel richiedere provvedimenti in tal senso, riguarda il divieto quasi totale delle cosiddette chiamate “a freddo”. In altre parole, le aziende non potranno più contattare telefonicamente i consumatori per proporre contratti se questi non hanno espresso un consenso esplicito o non hanno avviato loro stessi una richiesta. Lo stesso per quanto riguarda i messaggi.
Si tratta di un passaggio importante, perché modifica l’impostazione finora adottata: il telemarketing non scompare del tutto, ma diventa una pratica subordinata alla volontà preventiva dell’utente. Nella vita quotidiana, questo dovrebbe tradursi in una riduzione sensibile delle telefonate commerciali, spesso provenienti da numeri sconosciuti o difficilmente identificabili.
Contratti nulli senza consenso e più responsabilità per le aziende
Uno degli aspetti più rilevanti del provvedimento riguarda la validità dei contratti. Se un’offerta viene accettata a seguito di una chiamata non autorizzata, il contratto sarà considerato nullo. Il consumatore non sarà tenuto a pagare penali né a dimostrare irregolarità. Una tutela rafforzata rispetto al passato, quando la gestione di queste situazioni poteva risultare complessa e, in alcuni casi, onerosa.
Il decreto introduce anche un cambio di prospettiva sul piano delle responsabilità. Non sarà più il cittadino a dover dimostrare di non aver dato il consenso, ma l’azienda a dover provare il contrario.
Questo implica, per gli operatori, la necessità di dotarsi di sistemi chiari e tracciabili per la raccolta delle autorizzazioni, mentre per il consumatore si traduce in una maggiore facilità nel contestare eventuali comportamenti scorretti. Sarà inoltre possibile per i cittadini comunicare ad AGCOM (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) i numeri di telefono da cui hanno ricevuto proposte commerciali ritenute illecite, affinché ne possa verificare il corretto utilizzo.
Chi riceve chiamate sospette può, ad ogni modo, segnalarle fornendo elementi come screenshot del registro chiamate, messaggi o eventuali registrazioni vocali, specificando di non aver dato il consenso e indicando il numero da cui è partita la telefonata, soprattutto se anonimo o estero. La segnalazione va inviata tramite il portale dell’Autorità, anche con il supporto di associazioni dei consumatori.
Numeri trasparenti e controlli rafforzati
Un altro punto riguarda la tracciabilità delle chiamate. Le nuove norme prevedono l’obbligo di utilizzare numeri identificabili, riducendo così il ricorso a numerazioni anonime o difficilmente riconducibili a un operatore.
Parallelamente, vengono rafforzati i poteri di controllo delle autorità competenti, che potranno intervenire anche con il blocco delle linee utilizzate in modo illecito. L’obiettivo è rendere più efficace il contrasto alle pratiche elusive che, negli anni, hanno alimentato il fenomeno del telemarketing selvaggio.
Tempi di entrata in vigore
Le disposizioni non saranno operative immediatamente. È previsto un periodo di circa 60 giorni dalla pubblicazione della legge, necessario agli operatori per adeguarsi alle nuove regole. La data di entrata in vigore dovrebbe dunque essere il 19 giugno.
Le nuove regole, va ricordato, riguardano per ora solo il settore energia, anche se resta aperto il tema di un’estensione ad altri ambiti del telemarketing.
Perplessità di alcuni operatori
Parte degli operatori del settore segnala il rischio che le nuove regole possano incidere anche sulle attività di marketing legittime, aumentando costi e adempimenti burocratici. Altri osservatori sottolineano possibili effetti sulla concorrenza, con maggiori difficoltà per i nuovi operatori a farsi conoscere sul mercato, sollevando inoltre una questione di compatibilità di alcune disposizioni con il quadro normativo europeo.
Cosa cambia nella pratica
Dal punto di vista dei consumatori, il quadro appare più chiaro: meno telefonate indesiderate, maggiore protezione in caso di attivazioni non richieste e strumenti più semplici per far valere i propri diritti.
Elemento di incertezza, quello legato alla concreta applicazione delle norme. Il telemarketing selvaggio ha dimostrato negli anni una notevole capacità di adattamento, e sarà quindi fondamentale il ruolo dei controlli.
Uno strumento in più per gli utenti
Il Decreto Bollette introduce un cambio di paradigma nel rapporto tra operatori energetici e consumatori. Il principio è quello del consenso preventivo: senza una manifestazione chiara della volontà dell’utente, il contatto commerciale non è più consentito.
Un’impostazione che, se attuata in
modo efficace, potrebbe incidere in maniera significativa su una delle pratiche più invasive della nostra quotidianità, grazie anche ad un maggiore controllo dei cittadini nella gestione delle proprie scelte energetiche.