Mancano pochi giorni alla scandenza del termine entro il quale presentare la richiesta di esenzione dal pagameno del canone Rai. La scadenza canonica è fissata al 31 gennaio, ma dal momento che la data cade di sabato, è stato deciso di posticipare al 2 febbraio. Chi presenterà correttamente la domanda, e si rivelerà essere in possesso di tutti i requisiti necessari, potrà evitare l'addebito di 90 euro per l'intero anno 2026.
Per ottenere l'esenzione è necessario presentare un apposito modello in cui si attesta e si dimostra di essere in possesso dei requisiti previsti che inseriscono il contribuente in una delle categorie che non sono tenute a versare la cifra. Il canone Rai, uno dei tributi più invisi ai cittadini, è di fatto un'imposta sulla detenzione di apparecchi atti o adattabili alla ricezione di radioaudizioni televisive. Non importa quanto si usufruisca dei servizi offerti dalla tv, a contare è la detenzione degli apparecchi. Smartphone, tablet e pc non sono inclusi se non sintonizzati.
Ad oggi, l'imposta è fissata a 90 euro. La tassa può essere pagata in un'unica soluzione, oppure mediante pagamento semestrale (due rate) o trimestrale (quattro rate).
Sono tuttavia previste delle categorie esenti che non sono tenute a versare il tributo. Fra queste troviamo i cittadini che non sono in possesso di una tv; questi devono dimostrare di non detenere alcun apparecchio televisivo in nessuna delle loro abitazini. Altre categorie esenti sono i soggetti che hanno raggiunto almeno 75 anni di età ed hanno un reddito annuo - loro e del coniuge - non superiore agli 8mila euro. Ci sono poi i diplomatici e i militari stranieri, che sono esenti per convenzioni internazionali.
Per evitare il pagamento è necessario inviare tramite i canali ufficiali dell'Agenzia delle Entrate una Dichiarazione Sostitutiva; si può fare attraverso le app, utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS, oppure via PEC.
Si può scegliere anche la soluzione della raccomandata. Si tenga tuttavia presente che le richieste inviate dopo la data del 2 febbraio, vale a dire dal 3 febbraio in poi, porteranno a un'esenzione parziale, riferita soltanto al secondo semestre dell'anno.