La fine di aprile porta con sé uno degli snodi più fitti del calendario fiscale. Dopo la scadenza del 27 aprile dedicata agli elenchi Intrastat, il vero banco di prova arriva il 30 aprile 2026, data in cui si concentrano versamenti, dichiarazioni, comunicazioni telematiche e richieste di agevolazione. Una giornata che riguarda contribuenti privati, imprese, professionisti, enti non commerciali e operatori di settori molto diversi: dall’autotrasporto allo sport professionistico, dalle biblioteche non statali alle strutture sanitarie private. Il rischio, come spesso accade nelle scadenze di fine mese, non è soltanto dimenticare un pagamento, ma sottovalutare un adempimento formale che può generare sanzioni o ritardi amministrativi.
Dal 27 aprile al rush finale
Il primo appuntamento è quello del 27 aprile, quando i soggetti Iva interessati devono trasmettere gli elenchi Intrastat relativi alle cessioni e agli acquisti intracomunitari di beni, oltre alle prestazioni di servizi rese o ricevute da operatori Ue. La scadenza ordinaria del 25 aprile slitta perché coincide con la Festa della Liberazione, spostando l’adempimento al primo giorno lavorativo utile. Ma è il 30 aprile a concentrare il maggior numero di obblighi: una data da cerchiare in rosso per chi gestisce contabilità, paghe, dichiarazioni Iva, comunicazioni all’Anagrafe tributaria e rapporti con l’amministrazione finanziaria.
Iva, CU e comunicazioni
Il blocco più consistente riguarda l’area Iva, con l’invio della dichiarazione annuale 2026 relativa al periodo d’imposta 2025, la dichiarazione Oss per chi opera nel commercio transfrontaliero e la dichiarazione Ioss per le vendite a distanza di beni importati da Paesi terzi. Alla stessa data si aggiungono il modello Iva TR per il rimborso o la compensazione del credito trimestrale e gli obblighi degli enti non commerciali e degli agricoltori esonerati, chiamati a comunicare gli acquisti intracomunitari e a versare l’imposta dovuta. Sempre entro il 30 aprile i sostituti d’imposta devono trasmettere le Certificazioni uniche 2026 relative ai redditi di lavoro autonomo abituale e alle provvigioni da rapporti non occasionali, completando così una parte rilevante del calendario dichiarativo.
Auto, canone Rai e superbollo
Non ci sono solo imprese e professionisti. Il 30 aprile interessa anche i contribuenti privati, a partire dal bollo auto per i proprietari di veicoli con potenza superiore a 35 kW e bollo scaduto a marzo, residenti nelle Regioni che non hanno previsto termini diversi. Alla stessa data si lega anche il superbollo, dovuto dai proprietari di autovetture e autoveicoli per il trasporto di persone o cose con potenza superiore a 185 kW. L’importo è pari a 20 euro per ogni kW eccedente la soglia, con riduzioni progressive dopo cinque, dieci e quindici anni dalla costruzione del veicolo e azzeramento dopo venti anni. Resta inoltre il versamento della seconda rata trimestrale del canone Rai per chi non può pagarlo tramite addebito nella bolletta elettrica.
Imprese, trasporti e no profit
Il calendario di fine aprile coinvolge anche settori specifici dell’economia. Gli autotrasportatori devono presentare la dichiarazione per ottenere il beneficio fiscale sul gasolio da autotrazione consumato nel primo trimestre 2026, mentre le imprese industriali, edili e affini possono trasmettere all’Inps la domanda di Cigo per eventi oggettivamente non evitabili verificatisi nel mese precedente. Gli enti no profit devono redigere il rendiconto annuale relativo alle raccolte pubbliche di fondi, accompagnato da una relazione illustrativa su entrate e uscite. A completare il quadro ci sono le comunicazioni annuali di soggetti finanziari, pubbliche amministrazioni, operatori assicurativi, gestori di servizi pubblici, società calcistiche professionistiche e strutture sanitarie private.