Attenzione alle banconote contenute nel proprio portafoglio. Di recente è tornata in voga la truffa delle banconote false, scambiate al posto di denaro autentico. Purtroppo a volte il venditore non si accorge dell'inganno e, senza volerlo, le mette in circolo. Si tratta principalmente di pezzi da 50 euro, che possiamo ricevere come resto dopo un pagamento importante. Non è facile rendersi conto nell'immediato che si tratta di falsi, perché le copie sono davvero molto simili agli originali. Come riconoscerle?
Bisogna adottare la buona abitudine di controllare sempre le banconote dopo che riceviamo il resto. La carta ha una consistenza leggermente diversa e se messa in controluce risulta priva della caratteristica filigrana e del filo di sicurezza.
Guai a usare quel denaro pur avendo la consapevolezza che si tratta di una copia. La detenzione di banconote contraffatte non è reato, ma il loro utilizzo consapevole lo è eccome. La materia è disciplinata dall'art. 453 del codice penale. Chi viene sorpreso a mettere in commercio denaro falso rischia dai 3 ai 12 anni di reclusione oltre a una multa che va dai 516 euro fino a un massimo di 3.098 euro.
Cosa fare, dunque, per evitare problemi con la legge? Le banconote, come abbiamo detto, devono essere controllate prima possibile. La verifica può essere fatta affidandosi al tatto – la carta delle banconote autentiche è più spessa – e alla vista, esaminando i pezzi controluce per apprezzare la filigrana e il filo di sicurezza. Inoltre, inclinando la banconota, l'immagine dovrebbe cambiare (ologramma). Anche il colore cambia a seconda dell'angolazione. Il controllo, sia da parte del commerciante che dell'acquirente, è essenziale, perché poi è molto difficile recuperare il denaro perso.
Una volta compreso di essere in possesso di denaro falso sta a noi distruggerla, oppure consegnarla a
uno sportello bancario (va bene anche postale), dove si occuperanno di farlo al posto nostro. In cambio si riceverà un verbale con copia del pezzo ritirato, ma non ci sarà alcun rimborso per la cifra che abbiamo perduto.