Tempi durissimi per chi sta programmando un viaggio in aereo per la prossima estate. La compagnia low-cost più importante d’Europa, Ryanair, ha annunciato diversi tagli dei propri voli soprattutto in alcuni Paesi Europei e non per cause necessariamente collegate con la mancanza di carburante per la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Quali sono le cause
Sono principalmente tre i motivi per cui la compagnia irlandese di Michael O’Leary eliminerà alcune rotte considerate le “meno redditizie”: si tratta dell’aumento delle tasse aeroportuali, l’aumento delle imposte sul trasporto aereo ma anche nuovi rialzi sulle tariffe per il controllo del traffico aereo imposte sia da parte dei gestori degli aeroporti ma anche per le scelte di alcuni governi nazionali. Ecco perché Ryanair ha dichiarato di puntare soprattutto dove i costi operativo saranno minori ma, contemporaneamente, la richiesta di voli aerei è elevata.
I Paesi interessati dai tagli
Se, per il momento, l’Italia sembra essere “salva”, non vale lo stesso per la Spagna che vedrà una netta riduzione dei voli operati dalla low-cost cancellando le rotte da e per Vigo e le Asturie, ridotto notevolmente i collegamenti con Saragozza e Santander e chiuso la base di Santiago de Compostela. Meno voli, poi, anche per una meta turistica rappresentata dalle Isole Canarie. Attenzione anche a chi deve volare o rientrare dalla Germania: si dovranno cercare compagnie alternative visto che sono già state cancellate ben 24 rotte. Dall’aeroporto di Berlino a Francoforte-Hahn, da Amburgo a Colonia, sono già numerose le riduzioni delle tratte aeree che interessano anche altre città come Dortmund, Dresda, Lipsia e Memmingen.
Non sta meglio nemmeno la Francia con la totale e completa cancellazione dei voli da e per Strasburgo, Bergnac e Brive così come anche la città universitaria di Clermont-Ferrand.
Non se la passa bene nemmeno il Portogallo che vedrà una meta molto gettonata, quella delle Isole Azzorre, senza il servizio di Ryanair. Infine, decine di cancellazioni pure in Belgio: a farne le spese soprattutto le città di Bruxelles e Charleroi.