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Tari, ecco cosa cambia nel 2026: dalle nuove scadenze al bonus automatico, ecco cosa sapere

Ci sono importanti novità per quanto concerne la tassa sui rifiuti. Ecco come cambierà l'elaborazione della somma che i contribuenti dovranno pagare

Tari, ecco cosa cambia nel 2026: dalle nuove scadenze al bonus automatico, ecco cosa sapere
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Nel 2026 sono entrate in vigore novità significative che riguardano la Tari, con sconti automatici, scadenze e metodi di calcolo. Anche in questo caso, si è cercato di alleggerire la burocrazia e di dare un aiuto a quelle famiglie che si trovano maggiormente in difficoltà. Anche le date imposte dai Comuni per i pagamenti sono più elastiche.

In primo luogo, infatti, possiamo vedere che le scadenze sono state pensate per essere più lunghe, così da fornire maggiore tempo per i pagamenti. I conti, infatti, non si chiuderanno il 30 aprile. Il termine è slittato al 31 luglio. Questo quanto disposto dalla Legge di Bilancio 2026. Il 31 luglio è dunque la data di scadenza per l'approvazione del PEF (Piano Economico Finanziario), ovvero quel documento contabile che stabilisce quanto costa al Comune gestire l'intero ciclo dei rifiuti.

Per quanto riguarda i contribuenti, resta quindi garantito il pagamento a rate, così come il numero di scadenze annuali, che devono essere almeno due. Almeno una rata, inoltre, deve essere fissata dopo il 30 novembre. Per chi vuole, si può pagare comunque in un'unica soluzione.

Altra novità è l'azione del modello di calcolo MTR-3. Entrato in vigore per il periodo 2026-2029, l'MTR-3 è un sistema di regole che impedisce ai Comuni di inserire spese non chiare nelle bollette dei cittadini. Il tutto, chiaramente, è stato pensato per garantire la trasparenza. Troviamo il fabbisogno standard, che determina quello che dovrebbe essere il costo reale del servizio rifiuti. Il calcolo si basa sui costi effettivi della gestione rifiuti, con uno standard nazionale fissato a circa 130,45 euro per tonnellata gestita. Si tiene poi in conto la quantità effettiva di rifiuti prodotta. Combinando questi due punti, si ottiene il costo sul quale ogni Comune può modellare le tariffe.

Un'importante introduzione è quella del bonus sociale rifiuti. Il provvedimento era già previsto nel Decreto legge n. 124 del 2019 (articolo 57-bis).

In sostanza è garantito uno sconto del 25% sulla parte variabile e fissa della tariffa per chi rientra in certi criteri. L'agevolazione spetta ai nuclei familiari con Isee fino a 9.796 euro. A beneficiarne anche le famiglie numerose con almeno 4 figli e Isee fino a 20mila euro.

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