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Le vacanze con cani e gatti valgono 9,5 miliardi: 16,5 milioni i pet “figli” delle famiglie

Sempre più italiani scelgono di partire con cani e gatti, trasformando il turismo pet in un business da quasi 10 miliardi di euro. Tra montagne, hotel pet friendly e nuove esigenze delle famiglie, il settore cresce rapidamente, ma strutture e servizi restano ancora indietro

Le vacanze con cani e gatti valgono 9,5 miliardi: 16,5 milioni i pet “figli” delle famiglie

Una volta erano le vacanze pensate per i bambini a orientare le scelte delle famiglie. Oggi, invece, sempre più italiani organizzano viaggi, hotel e itinerari mettendo al centro cani e gatti. Il turismo pet friendly non è più una semplice nicchia, ma un fenomeno sociale ed economico che sta rivoluzionando il modo di viaggiare, generando un mercato che vale già quasi 10 miliardi di euro. Eppure, nonostante la crescita continua della domanda, molte strutture ricettive e destinazioni sembrano ancora impreparate ad accogliere quella che ormai viene considerata una vera e propria nuova categoria di viaggiatori, gli animali domestici, diventati a tutti gli effetti membri della famiglia.

Gli animali sono ormai “figli” di famiglia

A raccontare questa trasformazione è una ricerca realizzata da Jfc dal titolo “Dalla carrozzina al guinzaglio. L’evoluzione sociale e l’incidenza sul turismo dei pets”, che fotografa un cambiamento culturale sempre più evidente nelle abitudini degli italiani. Nel nostro Paese i cani e i gatti registrati sono circa 16,5 milioni, un numero che supera di oltre il doppio quello dei figli sotto i 14 anni che partono ancora in vacanza con i genitori. Un dato che spiega bene come il rapporto con gli animali domestici sia profondamente cambiato negli ultimi anni. Sempre più persone li considerano parte integrante della famiglia e, proprio per questo, scelgono di portarli con sé anche durante le ferie. Per molti proprietari lasciare il proprio animale in pensione o affidarlo ad altri non è più un’opzione accettabile. Le vacanze vengono quindi organizzate pensando prima di tutto al benessere del pet, influenzando destinazioni, mezzi di trasporto e tipologia di strutture ricettive.

Un mercato che vale quasi 10 miliardi

Dietro questo cambiamento non c’è soltanto un aspetto emotivo, ma anche un enorme impatto economico. Secondo lo studio, nel 2026 saranno quasi quattro milioni le famiglie italiane che organizzeranno almeno una vacanza insieme al proprio cane o gatto. Questo movimento genererà oltre 73 milioni di presenze turistiche “umane” e un giro d’affari stimato in 9 miliardi e 560 milioni di euro. Numeri impressionanti che, secondo gli esperti, potrebbero crescere ancora molto nei prossimi anni fino a raggiungere quota 15,8 miliardi. “Non si tratta soltanto di un fenomeno italiano - spiega Massimo Feruzzi, amministratore unico di Jfc e responsabile della ricerca - se si considera che in Europa si contano quasi 198 milioni di animali da compagnia tra cani e gatti. È una clientela enorme, con esigenze precise e una forte propensione alla spesa”.

Montagna e natura tra le mete preferite

Le vacanze con gli animali stanno modificando anche la geografia del turismo. Per l’estate 2026 saranno soprattutto le località montane e appenniniche a beneficiare di questa crescita, scelte nel 35,4% dei casi dalle famiglie che viaggiano con il proprio pet. A guidare la classifica delle regioni considerate più accoglienti per gli animali c’è il Trentino Alto Adige, seguito da Emilia Romagna e Toscana. All’estero, invece, le destinazioni preferite dagli italiani che partono con cani e gatti sono Francia, Spagna e Germania. Una scelta che spesso premia luoghi immersi nella natura, con spazi aperti, sentieri, aree verdi e strutture considerate più adatte a ospitare animali.

Il turismo è ancora poco preparato

Nonostante la crescita del settore, il sistema turistico italiano appare ancora in ritardo rispetto alle nuove esigenze dei viaggiatori. Se negli ultimi anni il mondo family friendly ha moltiplicato offerte, servizi dedicati e formule su misura per i bambini, il segmento pet continua spesso a essere trattato come un problema secondario. “Poche offerte, molti limiti e ancora troppi supplementi richiesti dalle strutture ricettive - osserva Feruzzi - quasi che accogliere un animale rappresenti un problema da nascondere agli altri ospiti”. Molti proprietari lamentano infatti difficoltà già nella fase di prenotazione, hotel che accettano animali solo in determinate condizioni, ristoranti con restrizioni, mezzi di trasporto poco organizzati e carenza di spazi realmente accessibili.

Quasi nove italiani su dieci incontrano difficoltà

Secondo i dati raccolti dalla ricerca, soltanto il 10,7% degli italiani sostiene di non avere problemi nell’organizzare una vacanza insieme al proprio animale domestico. Questo significa che quasi nove persone su dieci si trovano invece a fare i conti con ostacoli di vario tipo: trovare strutture davvero pet friendly, individuare spiagge accessibili, muoversi facilmente sui trasporti pubblici o avere a disposizione aree verdi adeguate continua a essere complicato. Un problema che spesso scoraggia i viaggiatori e che dimostra quanto il comparto turistico debba ancora evolversi per stare al passo con le nuove abitudini sociali.

Le polemiche sulla tassa per i cani

Tra gli episodi che hanno acceso il dibattito c’è anche la proposta avanzata in Alto Adige di introdurre una tassa di soggiorno giornaliera per i cani. Un’ipotesi che aveva provocato numerose polemiche ed era stata poi ritirata. È il segnale più evidente di una scarsa visione prospettica”, commenta Feruzzi, sottolineando come il turismo pet rappresenti invece una grande opportunità economica e sociale. Secondo gli esperti, infatti, chi viaggia con animali tende spesso a fermarsi più giorni, a spendere di più e a scegliere strutture che garantiscano servizi specifici e maggiore qualità dell’accoglienza.

Un cambiamento culturale destinato a crescere

Dietro il boom delle vacanze con cani e gatti c’è soprattutto un cambiamento culturale profondo. Gli animali domestici non vengono più percepiti soltanto come compagnia, ma come parte integrante della vita familiare. “Gli animali fanno parte della famiglia - sottolinea Feruzzi - e proprio per questo il turismo deve iniziare a considerarli non come un problema, ma come un’opportunità economica e sociale”.

Un fenomeno destinato a crescere ancora e che potrebbe trasformare definitivamente il settore turistico nei prossimi anni. “C’è una fetta importante di mercato pronta a spendere - conclude il manager - ma servono servizi, mentalità nuova e una maggiore capacità di accoglienza. Il turismo pet non è più una tendenza: è già una realtà”.

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