Una nobildonna gentile e patriota, conosciuta con il cognome del marito, come accadeva fino a pochi anni fa. Clara Maffei, al secolo Spinelli, nacque contessa ma perse il titolo dopo le nozze con Andrea Maffei, cavaliere del Sacro Romano Impero. Nata a Bergamo Alta e trasferitasi a Milano, è stata protagonista della vita culturale e politica dell'Ottocento e simbolo del Risorgimento italiano. Le due città lombarde le dedicano due mostre e un programma di appuntamenti per farla conoscere. L'iniziativa è promossa dal Comitato Clara Maffei, le mostre coinvolgono il Museo del Risorgimento, il Cimitero Monumentale e Casa Manzoni a Milano oltre alla Biblioteca Angelo Mai di Bergamo. Dai quadri alle lettere autografe agli oggetti di arte applicata. E poi libri, suppellettili e mobili. Maffei è stata promotrice delle idee unitarie e al contempo protagonista di uno dei più noti salotti europei dell'epoca.
L'iniziativa valorizza il rapporto con Milano, la sua casa in via Bigli era una meta obbligata per gli intellettuali, i politici e gli artisti dediti alla causa della nascente unità nazionale.
Da oggi al 24 maggio i percorsi espositivi esaltano le diverse fasi della sua vita. A Bergamo, nell'atrio della Biblioteca Mai, emergono dettagli dell'infanzia, del rapporto con i genitori e sul periodo della formazione negli educandati di Verona e Milano fino al matrimonio, appena diciottenne, con il poeta trentino Andrea Maffei. L'ultima sezione racconta la persistenza della sua memoria in Italia e nel territorio bergamasco, grazie al lascito testamentario a favore dell'infanzia. A Casa Manzoni è allestito il celebre salotto che per mezzo secolo animò la vita sociale, culturale e politica di Milano. Per la ricostruzione è stata d'ispirazione una fotografia del salotto custodita al Castello Sforzesco, ci sono poi libri, lettere e mobili mai esposti sino a oggi: varcarono la soglia di via Bigli anche Giuseppe Verdi, Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo e Francesco Hayez. Grazie a un generoso prestito della Fondazione Cariplo si può ammirare il quadro di Hayez, Valenza Gradenigo davanti agli inquisitori, che campeggiò sempre nel salotto della contessa, per la quale fu dipinto nel 1835.
Due i percorsi del Museo del Risorgimento: uno ripercorre le vicende del Risorgimento milanese (è esposta la stola tricolore che Clara Maffei indossò durante le Cinque Giornate e un ritratto di anonimo che la ritrae nelle vesti di patriota) l'altro è dedicato alle relazioni con le amiche intellettuali dell'epoca.Il progetto prevede oltre al restauro della tomba della Maffei al Cimitero Monumentale, un itinerario di riscoperta dei monumenti funebri delle persone che le furono amiche.