Il Colle: contro le donne violenze raccapriccianti

Napolitano inaugura la conferenza internazionale sulla violenza contro le donne: "La lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l’omofobia fa tutt’uno con la causa del rifiuto dell’intolleranza e della violenza"

Il Colle: contro le donne violenze raccapriccianti

Roma - Inaugurando alla Farnesina la conferenza internazionale sulla violenza contro le donne il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricordato che "la lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l’omofobia fa tutt’uno con la causa del rifiuto dell’intolleranza e della violenza in larga misura oggi alimentata dall’ignoranza, dalla perdita dei valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica".

Fatti raccapriccianti "Sono soprattutto le donne a soffrire in troppe parti del mondo della limitazione o privazione di diritti fondamentali". E più in particolare il capo dello Stato punta il dito contro "la persistenza e la diffusione della violenza contro le donne", ricordando che il tema non rende immune il nostro paese. "In paesi evoluti e ricchi come l’Italia, dotati di Costituzioni e di sistemi giuridici altamente sensibili ai diritti fondamentali delle donne - osserva significativamente Napolitano - continuano a verificarsi fatti raccapriccianti, in particolare negli ultimi tempi, di violenza di gruppo contro donne di ogni etnia, giovanissime e meno giovani".

Le leggi ci sono Questi gravi episodi cui fa riferimento Napolitano avvengono "nonostante che il Parlamento già da decenni si sia impegnato in una severa legislazione sulla violenza contro le donne come reato contro la persona; e abbia di recente affrontato anche l’aspetto delle molestie e delle persecuzioni e discriminazioni contro le donne nei luoghi di lavoro".  

Le violenze Se nel mondo - sottolinea ancora il presidente della Repubblica - "ci sono fattispecie terribili di violenza contro le donne, associate a situazioni di conflitto e di emergenza o a costumi barbarici come quello delle mutilazioni genitali femminili" nondimeno "troppe altre si riscontrano anche in paesi moderni avanzati", ricorda Napolitano indicando "la violenza sessuale nella sua forma più brutale, l’aggressione e lo stupro; ma anche le violenze domestiche e le violenze di varia natura nel mondo del lavoro".

Libertà, dignità e diritti Ecco allora che, per il presidente della Repubblica "dobbiamo sentirci egualmente responsabili dell’incompiutezza dei progressi faticosamente realizzati per l’affermazione della libertà, della dignità e della parità di diritti delle donne. E dobbiamo sentirci egualmente impegnati a perseguire conquiste più comprensive, garantite e generalizzate".

Decisiva l'educazione Il capo dello Stato definisce "decisiva" la dimensione educativa di questo impegno: "Non solo nel senso di assicurare l’accesso delle bambine e delle donne all’educazione, ancora negata in tanta parte del mondo; ma anche nel senso di educare l’insieme delle nostre società ai valori dell’uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso e ai valori della non discriminazione".