Torino Vincere giocando male? Si può. Anzi si deve, in certi momenti. La Juventus - contro la Lazio del furibondo Lotito, che sarà ascoltato dal procuratore Palazzi per le dichiarazioni volte a insinuare il dubbio che la volata Champions sia drogata - lo ha fatto rilanciando se stessa e mettendo un bel po' di sale (e/o Pepe) sul finale di campionato: la corsa al quarto posto, con un poker di squadre racchiuse in quattro punti, è più che mai aperta. «Adesso c'è un bel po' di confusione là davanti - ha gongolato Delneri -. E comunque siamo un gruppo vero: questa è una linea che paga e che dà ragione alle scelte della società». La quale, detto non per inciso, non lo ha cacciato quando pareva quasi inevitabile e adesso potrebbe riscuotere dividendi importanti. «Può anche darsi che a fine stagione le nostre strade si dividano, ma ne parleremo più avanti», ha anche buttato lì il tecnico di Aquileia. Non più amato dal pubblico (becero, tra i peggiori d'Italia) che frequenta le curve dello stadio torinese, ma difeso da Marotta, Agnelli, Elkann («serve stabilità») e dalla squadra tutta. «Per lui vado anche sott'acqua», ha ribadito Felipe Melo lunedì, dopo che nei giorni precedenti erano stati addirittura Buffon e Del Piero a esporsi. Il capitano non aveva nemmeno esitato a definire «legittima» la sostituzione subita nel finale della sciagurata partita con il Catania: con altri allenatori il numero dieci - atteso nelle prossime ore al rinnovo del contratto - avrebbe spiegato di sentirsi in grado di arrivare al novantesimo, precisando magari di non volere fare polemica ma di fatto autorizzandola. Con Delneri non è successo e il tutto si spiega con un feeling assoluto tra il comandante e la sua truppa.
Quando più nessuno se l'aspettava, insomma, la Juve si è rimessa in sesto e, comunque vada a finire il campionato, avrà lottato fino alla fine per un piazzamento prestigioso. I bianconeri sono peraltro in vantaggio negli scontri diretti con le tre squadre che li precedono in classifica e non perdono da sette partite, quattro delle quali vinte: considerato che prima della fine sono attesi da Chievo, Parma e Napoli - tre squadre ormai tranquille - non è utopia pensare che la stagione possa andare in archivio con sette successi negli ultimi dieci incontri e magari l'Europa in tasca. A quel punto, perché cambiare e non limitarsi a rinforzare la rosa con giocatori di qualità vera? Marotta e Agnelli ci pensano, mentre da Napoli De Laurentiis ribadisce che «con Mazzarri non è cambiato niente. C'è un contratto che ci lega fino al 2013: vedremo». Il tecnico livornese vorrebbe garanzie sul potenziamento della squadra, in caso contrario preferirebbe ricominciare altrove e la Juve sarebbe il posto ideale: tre acquisti di spessore ci saranno e, con un gruppo già formato e discretamente competitivo, potrebbero bastare per garantire il salto di qualità. Uno di questi poi, il brasiliano Bastos oggi al Lione sul quale la Juve ha messo gli occhi da mesi, è giocatore di fascia sinistra per il quale Mazzarri stravede.
Colpo di coda Juve?
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