In Lombardia entra nel vivo la campagna per il referendum sulla giustizia. Fratelli d'Italia schiererà per il "Sì" i suoi pesi massimi e molto probabilmente arriveranno per promuovere la riforma anche Giorgia Meloni e la sorella Arianna. Saranno coinvolte le Camere penali e ci sarà, ovviamente, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, ma anche il sottosegretario Andrea Delmastro, il senatore Marcello Pera e il deputato Giovanni Donzelli. "Ma non dobbiamo trasformarlo in un referendum sul governo che è saldissimo, perché la riforma non lo merita" spiega il coordinatore lombardo di FdI Carlo Maccari. "Io non ho più una sera libera - scherza l'europarlamentare meloniano Mario Mantovani, ex assessore lombardo alla Sanità arrestato nel 2015 e assolto definitivamente nel 2022 - Amo i confronti, per questo farò un evento anche con alcuni esponenti del Pd. Serve un giudice terzo, io ne avevo uno della stessa corrente del pm". Anche la Lega sarà mobilitata: "Dobbiamo essere i primi a essere informati e a puntare sui contenuti. Per questo - fa sapere la consigliera regionale Silvia Scurati -, abbiamo organizzato un corso online dedicato ai nostri amministratori e tesserati lombardi con la senatrice Giulia Bongiorno", l'avvocato che ha seguito i vari processi di Matteo Salvini, compreso il recente caso Open Arms. Anche il governatore Attilio Fontana si spenderà per il "Sì" e per rimandare al mittente "quegli slogan a effetto di chi non entra nel merito e racconta bugie, come sull'autonomia".
Attivo anche il fronte del "No" dove, pur riconoscendo che ci sono degli elementi positivi, il sindaco Beppe Sala ha annunciato il suo voto contrario. Il M5s sta strutturando la sua campagna, la Cgil sarà mobilitata in tutta la regione mentre come Pd "siamo già partiti lo scorso week-end con più di cento banchetti in Lombardia - racconta la segretaria regionale Silvia Roggiani - e proseguiremo anche con un questionario di ascolto sui problemi delle persone". Le iniziative dem sulla giustizia andranno avanti con il coinvolgimento di personalità come l'ex magistrato Gherardo Colombo e l'ex procuratore Armando Spataro. A sinistra, però, non tutti voteranno "No". A Milano faranno sentire la propria voce i "progressisti per il sì" che si riuniranno in un evento il 23 febbraio a cui parteciperanno, tra gli altri, la docente della Statale Marilisa D'Amico, lo storico avvocato del Leoncavallo Mirko Mazzali, l'esponente di +Europa Benedetto Della Vedova, Ivan Scalfarotto e Lisa Noja di Italia Viva, Francesco Ascioti di Azione e il consigliere regionale Pd Pietro Bussolati: "Non farò campagna nei circoli Pd per il Sì per rispetto del partito - sottolinea Bussolati - ma questa riforma è nel solco di tante proposte che sono state sostenute nella storia dalla mia parte politica e la mia scelta personale è di sostenerla".
Bussolati parteciperà anche a un evento del comitato - che vede impegnato pure il calendiano Daniele Nahum - intitolato a Enzo Tortora e presieduto dal forzista Giulio Gallera che organizza aperitivi con gli studenti universitari, letture del libro di Palamara, campagne social e vorrebbe chiudere con una maratona in piazza. Per gli azzurri quella sulla giustizia è la madre di tutte le battaglie, nel nome di Silvio Berlusconi. Ci sarà il comitato di Stefania Craxi e Gianluca Comazzi, quello della bresciana Claudia Carzeri e poi dei testimonial come Serafino Generoso, assessore in Regione alla fine degli anni Novanta con alle spalle quattro processi e quattro assoluzioni piene.
E dalla Bergamasca arriva anche una bella storia, quella dello storico militante e dirigente azzurro Stefano De Caro, a cui era stato diagnosticato un tumore qualche mese fa. Ora è uscito dalla terapia intensiva "in tempo" per il referendum: "Ringrazio il partito che mi è stato vicino. Piano piano mi sto riprendendo: e ora sulla giustizia sono pronto a dare il mio contributo".