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"Il Comune sblocchi i progetti in regola. Anche noi abbiamo 430 famiglie sospese"

Il presidente del Consorzio cooperative lavoratori, Alessandro Maggioni: "Scavuzzo rafforzi gli uffici"

"Il Comune sblocchi i progetti in regola. Anche noi abbiamo 430 famiglie sospese"
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Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio cooperative lavoratori (Ccl), promosso da Acli e Cisl, dalla fine del 2023 le inchieste sull'urbanistica hanno mandato il settore nel caos. Qual è il termometro della situazione?

"Bisogna essere realisti e corretti, il termometro della situazione segna ancora febbre però sembra che un po' di paracetamolo sia efficace. La vicesindaco Anna Scavuzzo (che ha ereditato le deleghe dall'ex assessore Tancredi, ndr.) si sta oggettivamente dando da fare con il nuovo assetto della struttura che cerca di far fronte a una situazione molto complessa. Abbiamo visto segnali miglioramento nell'interlocuzione, riconosciamo l'impegno sia della politica che del funzionariato. Ma se la febbre prima era a 40,1 adesso che è scesa solo a 39. Un anno fa abbiamo fatto un'assemblea con i soci e ci stanno chiedendo di convocarne un'altra e promuovere qualche azione più strutturata, abbiamo 4 o 5 progetti assolutamente privi di criticità che continuano a rimanere bloccati".

Quali e per quanti alloggi in totale?

"Abbiamo in sospeso 4-5 progetti che a nostro avviso avrebbero dovuto essere approvati o in via di definizione, siamo intorno ai 430 alloggi tra edilizia libera ad un costo massimo di 3.800 euro al mq annuo, convenzionata ordinaria, quindi attorno ai 3.200-3.300, convenzionata agevolata, quindi massimo 2.900 euro al mq e almeno una settantina di alloggi in affitto a 100 euro al mq. Poniamo una media di 2 persone ad alloggio? Si tratta di almeno 860 persone sospese. E di progetti pronti, anche rifatti e limati per evitare qualsiasi elemento di criticità, abbiamo speso soldi in più ma abbiamo preferito essere più realisti del re. Si tratta di un Piano attuativo approvato anni fa per case in via Castellamare, zona Certosa, uno in edilizia libera in via Ornato, in prossimità del Niguarda, c'è il progetto di edilizia libera e convenzionata in via Taggia, zona San Siro, poi via Treves. Ultimo, forse il caso più curioso, il progetto di via Treviglio".

Perchè è curioso?

"Ci siamo auto limitati all'indice di costruzione base di 0,35 al metro cubo, potevamo arrivare a 1. Doveva andare in scioltezza ma anche questa pratica è in stand by".

Cosa chiede?

"Ripeto, capiamo che gli uffici siano sotto pressione, perché ci sono anche le varie cause intentate al Tar contro il Comune. Confesso che anche i nostri soci, abitanti, carne viva, non soci di capitale, ci chiedono perchè non agiamo, ma nel nostro stile si va nei tribunali come extrema ratio. Però Scavuzzo deve chiedere risorse, rafforzare la struttura operativa, è una necessità. E ci sono soggetti come noi, imprese come Borio Mangiarotti, la cooperativa Lum che sono anche 100 o 120 anni di storia a Milano. Forse ci può essere un'interlocuzione più franca ma allo stesso tempo più rassicurante. Sulle istruttorie in corso, integrate anche rispetto alle richieste di modifica del Comune, chiediamo di velocizzare. Ci sono delle priorità. Le famiglie hanno investito da anni e si ritrovano sospese per ragioni che niente hanno a che vedere con le inchieste".

Il Piano straordinario per la casa che prevede aree quasi gratis ai privati in cambio di alloggi low cost è partito a rilento, anche lei hai criticato i criteri. Siete ancora interessati?

"Assolutamente sì e aspettiamo di vedere i primi bandi veri, sperando che siano stati raccolti un po' i nostri indirizzi. Le richieste erano troppo rigide e la rigidità è nemica dell'efficacia. Se si fanno proposte secche, 500 case a 500 euro, alla fine il risultato è zero case.

Legittimo che il Comune fissi come obiettivo il 35% di vendita che finanzi gli affitti e alloggi in affitto a 80 euro al metro quadro, anche se mi deve spiegare chi è il moltiplicatore del pane e degli euro, ma fissati parametri target poi si costruiscono punteggi e si innesca una procedura competitiva. Se l'operatore propone 100 euro di affitto al mq invece di 80 prenderà dei punti in meno. La giunta Moratti lanciò un bando su otto aree che stabilì una concorrenzialità sulle offerte e andò molto bene".

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