Il consiglio Bnl dà battaglia sull’Opa Unipol

Perplessità sulla riduzione dei costi. Nominati tre consiglieri indipendenti

da Milano

Se non è una dichiarazione di guerra, poco ci manca: il cda della Bnl ha ieri espresso una prima valutazione sull'Opa lanciata da Unipol. Ed è un parere critico. Dubbi e perplessità sono stati avanzati sull'operazione, soprattutto sull'impatto che l'acquisizione potrà avere sulle strategie di sviluppo della banca. Più nello specifico, i dubbi riguardano le sinergie previste dal piano di Unipol: come si farà - si chiede il cda Bnl - a ottenere sinergie da ricavi per l'8% quando la media del comparto in casi di acquisizioni è del 3%? E come si farà ad avere minori costi del 12%, quando la media è nell'ordine della metà (6%)? Il consiglio ha deliberato sulla base delle valutazioni espresse dagli advisor Mediobanca, JpMorgan, e Rothschild. Per ora non è la posizione ufficiale della banca: per il «comunicato dell'emittente» c'è tempo fino al lancio effettivo dell'Opa. Ma di certo si tratta di un primo giudizio importante. Il cda presieduto da Luigi Abete ha pure nominato tre nuovi consiglieri indipendenti: sono Stefano Micossi, Massimo Ponzellini, e Paolo Mazzotto. Che entrano in sostituzione dei dimissionari Francesco Gaetano Caltagirone, Stefano Ricucci e Vito Bonsignore. La scelta, effettuata e proposta al consiglio da Abete, è caduta su due autorevoli economisti quali Micossi (presidente di Assonime) e Ponzellini (amministratore delegato di Patrimonio spa), e su un conoscitore delle cose Bnl quale Mazzotto (un vita in Bnl, oggi presidente dell'associazione culturale degli ex dipendenti). Altra decisione attesa è stato il varo dell'aumento di capitale da 18 milioni riservato ai premi aziendali per i dipendenti. Un'operazione che rende più complicata l'Opa della compagnia bolognese, che non prevede di ritirare queste azioni di nuova emissione, non incluse nel computo dell'Opa. Tanto che non è esclusa, da parte di Unipol, un'iniziativa legale.

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