Il vento è cambiato, e con esso le priorità. In una città che non sembra mostrare una particolare propensione alla discriminazione, il tema (serissimo) dei diritti delle persone omosessuali è tornato al centro dellattualità politica: prima il patrocinio comunale al gay pride, ora un consiglio provinciale tutto dedicato al tema dellomofobia e della transfobia. È il consigliere dellIdv Luca Gandolfi a proporlo: «Quello che viene dalla giunta Pisapia col patrocinio al pride di Milano è un segnale positivo - premette -. Ora tocca alla Provincia fare la sua parte. Chiediamo al presidente Guido Podestà di dare un segnale di apertura». La presidente della commissione Pari opportunità, la leghista Agnese Tacchini, è favorevole: «Non credo negli show, ma ho già portato la mia solidarietà a uniniziativa dellArcigay, molto sobria. Io non sarei coerente col mio ruolo se avessi un atteggiamento discriminatorio».
Cauto il presidente del Consiglio Bruno Dapei (Pdl): «La nostra istituzione non è insensibile ai temi civili e sociali, ricordo però che la Provincia ha compiti amministrativi precisi, non ha potere legislativo, bisogna stare attenti a non invadere altri ambiti e ricordo che sono molto rari i casi di Consigli aperti. Se dovessimo acconsentire a tutte le richieste in tal senso non basterebbero i giorni dellanno». Il vicepresidente, Ezio Casati, del Pd, è scettico: «Parlarne non fa che bene- premette - da qui a dire dedichiamo una seduta intera...».
«Consiglio straordinario dedicato a gay e trans» Imbarazzo anche nel Pd
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