Contemporanea Giorgio Nottoli al Dal Verme con Rebus 2009

Software, hardware, sequencer, programmi che ormai rasentano la fantascienza. Definizione basica per dare una mano a chi sulla materia è a digiuno: Per musica elettroacustica si intende la musica prodotta con strumentazione elettronica. Tra i suoi punti di riferimento del passato Cage, Berio e Xenakis. Dalla storia alla notizia: stasera parte al teatro Dal Verme la rassegna di contemporanea «Rebus 2009», in collaborazione con Sconfinarte, fino al 26 ottobre (info: www.dalverme.org). Infine la domanda. Cosa c’entra l’elettronica con la manifestazione? Ci sono prime di autori storici e giovani della composizione in versione cameristica (da Rotili a Baggiani, passando per Sani) con la presenza massiccia di sonorità informatiche; tra i nomi degli interpreti Lanzò (viola), Arbinelli (clarinetto), Brand (violoncello) e Klee (chitarra). Già, la musica elettronica. A che punto è della sua evoluzione lo spiega Giorgio Nottoli da Macerata, 64 anni, compositore, esecutore e progettista, in primo piano nel primo recital: «La storia di questo genere si è caratterizzata da un saper costruire e un saper fare. Ora siamo nella fase dell’“esprimere“ e del farsi capire di più». Decenni fa il filone era visto come qualcosa di molto lontano, asettico, legato ai laboratori. Tutto è cambiato. «Nell’Ottocento - fa un paragone Nottoli - c’era chi aveva il piano a casa, lo suonava poi andava a teatro a sentire i concerti di Chopin; adesso succede lo stesso con le tecnologie. Il pc ce l’hanno tutti o quasi, poi magari ne ascoltano i suoni più avanzati nelle sale». La musica elettronica contempla vari generi: può essere presentata come pura emissione tecnologica o affiancata a uno strumento acustico tradizionale oppure accanto a immagini-video; o ancora può far parte/essere una installazione. «Nel nostro concerto ci saranno approcci differenti. Come si dice - precisa - saranno dei “live elettronics“».