«Via Corelli, siamo in ostaggio dei clandestini»

Dal giorno successivo all’indulto sono in aumento le denunce da parte di chi lavora nel centro di accoglienza di via Corelli i cui 140 posti, dall’inizio di agosto, sono tutti occupati dagli immigrati in attesa di rimpatrio. «Troppi ospiti, sempre più violenti» si lamentano poliziotti e volontari della Croce Rossa, costretti a vivere in situazioni ai limiti della sopportabilità, tra maltrattamenti, minacce in piena regola e danneggiamenti. Infatti, tra le mura del centro, non sono più gli atti di autolesionismo tra gli immigrati a farla da padroni, bensì i comportamenti animaleschi degli stranieri - perlopiù maghrebini e viados sudamericani - che, alla fine dei 60 giorni, dovrebbero essere rispediti nel loro Paese d’origine.
Intanto il vicesindaco Riccardo De Corato ha criticato la manifestazione per la chiusura dei Centri di permanenza temporanea (Cpt) svoltasi ieri a Lampedusa. «I Cpt attualmente rappresentano uno degli strumenti fondamentali per contrastare l'ingresso dei clandestini in Italia. C’è anzi la necessità di aprirne altri».
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