Locutore uno avvocato on line, in una call: "Ti prego su questo aspetto serve una deep dive". Locutore due un legale anche lui; lì per lì non capisce cosa accidenti sia una deep dive, ma alla fine realizza : "Certo, non intendevo rendere l'opinion at dog's dick". Il locutore uno, nella sua mail di risposta alla deep dive del locutore due: "Il Ceo deve ancora blessare tua opinion. Ho comunque fatto follow up per ottenere feedback asap". Un piccolo scambio in perfetto itanglese o itangliano da legulei, tratto da una lettera al direttore 19 dicembre ventiventidue pubblicata dal Dubbio, che rasenta la nuova frontiera dell'angliliano. Andrea Armati, l'estensore della missiva, si era divertito a pomparlo, nel suo pezzo caustico e irridente, di talune sigle, parole ed espressioni up to date, angliche o anglicizzanti, in uso fra i suoi colleghi: da conference call ("audioconferenza") a legal mindset ("mentalità giuridica"); da Fyi (For your information, "per tua informazione") a due diligence, la diligenza dovuta nell'approfondire qualcosa (perlopiù con riferimento a una trattativa aziendale); da planning check (in buroitaliano: verifica della pianificazione) a kick off meeting (la riunione d'avvio di un progetto, sempre aziendale), speculare a closing meeting (la riunione finale).
Paolo D'Achille, presidente della Crusca, chiamato a parlare il 24 marzo all'Università di Ferrara per la cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico, un intervento rilanciato due giorni fa sul sito dell'accademia, ha messo il dito nella piaga: l'italiano, di questo passo, "finirà solo per soppiantare definitivamente i dialetti, almeno in certe zone, perché si ridurrà esso stesso a dialetto, usato nel parlato, nelle scritture informali, o magari ... nella letteratura; continuerà a essere usato a scuola per la prima alfabetizzazione, ma poi, nel corso degli studi, verrà progressivamente abbandonato, anche perché ormai privato di uno standard di riferimento.
Si tratterà quindi, di fatto, di un italiano avviato a quel processo di destandardizzazione che segna inevitabilmente la morte di una lingua, che è già avvenuto per il latino nell'età del basso impero". L'anglofilia coatta, il tratto più appariscente del processo, è solo la punta dell'iceberg della progressiva erosione di un'autoctonia linguistica già minata da un rovinoso sprofondamento nella dissoluzione culturale.