Così Michelle «silurò» Hillary Clinton

Washington È proprio vero che il segreto di ogni uomo di successo è avere una moglie intelligente al proprio fianco. Non fa eccezione nemmeno l’uomo più potente al mondo. Anzi: l’influenza della moglie su Barack Obama si starebbe dimostrando superiore a quanto fin qui si immaginava.
Fu infatti Michelle Obama a «silurare» Hillary Clinton. Lo rivela un libro in uscita negli Stati Uniti, secondo cui la futura first lady convinse il marito a non scegliere l’ex senatrice di New York come vice-presidente.
«Vuoi davvero avere Bill e Hillary in fondo al corridoio per tutto il tempo?» chiese al marito secondo quanto racconta il volume «Barack e Michelle: ritratto di un matrimonio americano» scritto da Christopher Andersen, «riusciresti a sopportarlo?».
Fu lei a convincere Barack a scegliere al posto della ingombrante moglie del suo predecessore il senatore del Delaware Joe Biden anche se, secondo Andersen, la «tosta» Michelle era al tempo stesso preoccupata dall’appeal della vice voluta da John McCain, la governatrice dell’Alaska Sarah Palin.
Ma il volume rivela altre «chicche», come quella secondo cui fu sempre Michelle a convincere il marito che «Yes we can» era lo slogan giusto per la sua campagna. A Barack non piaceva: lo trovava «banale», «infantile», «sdolcinato» e addirittura «burino», ma la moglie riuscì a persuaderlo. «Funzionerà - lo rassicurò -, fidati di me»: aveva ragione, se si pensa quanti oggi nel mondo si siano abituati a ripeterlo come se fosse un mantra.
Andersen, che ha alle spalle 28 libri su personaggi come i Clinton, la principessa Diana e Caroline Kennedy, offre una serie di pettegolezzi sulla vita di coppia. Ad esempio il timore di Michelle di non poter avere figli o che il loro matrimonio non potesse sopravvivere alle ambizioni politiche del marito. Accuse che Barack liquidava come «ingiuste» e «miopi».
Fu la paura per la meningite contratta dalla piccola Sasha nel settembre del 2001 a ricompattare la coppia e nonostante le lunghe assenze del marito, Michelle non ha mai dubitato della sua fedeltà.
Il futuro presidente, racconta il libro, non era molto incline al matrimonio e quando durante una cena in un ristorante a Chicago disse a Michelle che non considerava le nozze una cosa poi così importante, lei gli rispose senza mezzi termini: «Non sperare che io sia disposta ad aspettare per sempre». L’anello di fidanzamento con un diamante da un carato arrivò con il dolce, dentro una scatola di velluto.

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