Crisi, l'analista: "L'Ue dia prova della propria esistenza"

Apparentemente la questione greca sembrava aver avuto un lieto fine. Ma i mercati hanno reagito male: ieri sono stati bruciati 144 miliardi. Severino: "In campo è scesa una forza devastante: la speculazione"

Crisi, l'analista: "L'Ue dia prova della propria esistenza"

Milano - "Apparentemente la questione greca sembrava aver avuto un lieto fine, ma i mercati ci hanno riportato brutalmente al canovaccio tipico di una tragedia, genere, di cui, stranezza del destino, proprio i greci sono stati maestri". I 144 miliardi bruciati ieri dalle principali piazze finanziarie del Vecchio Continente hanno riacceso i timori di una crisi che sembra non spegnersi. Secondo Ulisse Severino, analista di piazza Affari, "nonostante la cifra di 110 miliardi di euro messa in campo dall'Unione europea e dall'Fmi e le draconiane riforme imposte e comunque accettate da Atene", i mercati non hanno reagito bene.

Dottor Severino, cosa sta succedendo all'Europa?
"Il mercato teme che il piano di salvataggio sia insufficiente e quindi il problema greco permanga e potrebbe contagiare gli altri paesi cosiddetti PIIGS, in primis Portogallo e Spagna."

E i mercati?
"Ieri sui mercati era circolato il rumor di una richiesta di fondi straordinaria di 200 miliardi di euro da parte della Spagna e di un imminente downgrade del loro rating da parte di qualche agenziia, ma nonostante le smentite ufficiali del caso, i mercati hanno registrato in tutta europa e non solo, performance catastrofiche nell'ordine del -4/5%."

Cosa si sta muovendo?
"E' indubbio che in campo sia scesa una forza devastante nel modo di agire: la speculazione, che ha cavalcato dei problemi reali, ma di sicuro ne sta esasperando le conseguenze, fino a teorizzare la nefasta fine dell'esperienza della moneta unica. Ci sono dichiarazioni, interviste, iniziative a senso unico, unilaterali, che presagiscono la catastrofe finanziaria di alcuni paesi europei. Ci si affanna da più parti a cercare di trovare la soluzione, che a mio avviso potrebbe essere più banale, cioè dare almeno una volta una corposa prova dell'esistenza politica dell'Europa."

E gli Stati Uniti?
"Gli stati uniti hanno alcuni parametri macro che sono di gran lunga peggiori di quelli dei paesi PIIGS, ma hanno la solidità e l'unità politica che danno loro la capacità di reagire alla crisi prima e meglio degli altri e soprattutto impediscono alla speculazione di affondare il proprio coltello nel burro. Una chiosa la riserverei alle agenzie di rating che ormai fanno da cassandra e al contempo sono il peggior incubo di molti governanti e non solo. Il mito assegnava a cassandra la capacità di predire il futuro, ma purtroppo di rimenere inascoltata. Nel caso delle agenzie di rating, chi sarebbe così saggio da accettarne supinamente il vaticinio alla luce di tutti i disastri dei prodotti finanziari che sono stati commercializzati anche grazie al loro bollino blu e che poi si sono miseramente disintegrati sui mercati?"

Non c'è speranza, quindi?
"Al contrario! Vorrei proprio concludere con delle parole di speranza, quelle di Max Frisch: Una crisi è una realtà utile e produttiva. bisogna solo toglierle il sapore della catastrofe".  

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