«Crollo delle scale, il parking non c’entra»

I difensori: «Lo stabile era vecchio»

È davvero possibile che gli scavi per un parcheggio mettano a rischio la stabilità dei palazzi circostanti fino a provocare dei crolli? L’interrogativo è diventato legittimo da quando, il 7 marzo scorso, la scala interna di uno stabile di piazza Cardinal Ferrari è crollata di schianto, e solo un caso fortunato ha fato sì che nessuno ci rimettesse la vita. Gli abitanti del palazzo hanno puntato il dito subito contro il cratere scavato sotto le loro finestre per la realizzazione di un autosilo. Ma da ieri, in Procura, si affrontano due verità contrapposte: davanti al procuratore aggiunto Nicola Cerrato e al pm Giulio Benedetti, titolari dell’indagine sul crollo, si sono affrontati un plotone di avvocati. Da una parte i legali degli inquilini; dall’altra i difensori dei cinque indagati per il crollo, tutti imprenditori e professionisti impegnati nei lavori per il parcheggio. I primi danno tutta la colpa alla voragine scavata nella piazza, i secondi fanno capire che in realtà il palazzo crollato era vecchio e malandato. A stabilire chi abbia ragione, secondo quanto si è deciso ieri, saranno i periti nominati dalla Procura: una squadra di esperti che entro sessanta giorni dovranno stabilire perché diavolo la scala sia crollata. (...)
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