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Abusi di coppia sui minori: in chat pure foto dei nipoti

Prof e giornalista restano in cella: "Possono reiterare il reato. Condotte durate mesi, senza freni inibitori"

Abusi di coppia sui minori: in chat pure foto dei nipoti
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Avrebbero potuto reiterare il reato, il giornalista romano e la sua compagna arrestati dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma per violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pedopornografico.

Per questo il gip ha disposto la custodia in carcere - lui nella Capitale, lei a Treviso - anche alla luce del fatto che l'uomo, 48 anni, ha due figli che sarebbero «esposti al pericolo di analoghi reati da parte del padre».

Il rischio che i due potessero replicare le stesse condotte si desume anche dal fatto che le stesse sarebbero state «reiterate per mesi, in assenza di qualsiasi freno inibitorio» scrive il gip, e vista «la personalità degli autori, deviata e spregiudicata». I «gravi indizi di colpevolezza» sarebbero emersi dai telefoni sequestrati alla coppia, dopo che la figlia sedicenne della donna aveva scoperto per caso, sul pc della madre, una chat con il giornalista. Quegli scambi contenevano materiale pedopornografico riguardante anche lei stessa, con video e sue foto di quando era bambina con relativi commenti a sfondo sessuale da parte di lui. Ma ci sarebbero state anche immagini dei nipotini della donna, di 14 e 5 anni. È stato il padre della ragazza, venuto a conoscenza della scoperta, a presentare denuncia. Quello che poi è emerso dalle perquisizioni lascerebbe poco spazio alle interpretazioni. «Il contenuto pedofilo è evidente sia per soggetti fotografati e ripresi, sia per i commenti che accompagnano le richieste di invio delle immagini pedopornografiche».

Il giornalista avrebbe chiesto ripetutamente alla donna di mandargli foto della figlia da piccola, e dei nipotini che spesso si fermavano a dormire da lei. I bambini sarebbero stati costretti «a subire attenzioni di natura sessuale dalla zia, concretizzatisi in ripetuti toccamenti nelle zone genitali contemporaneamente videoregistrati». Non si tratterebbe di condotte «accidentali né occasionali», sottolinea il gip, ma di una «chiara espressione di un istinto sessuale, perfettamente colto in tutta la sua gravità da uno dei due nipotini». Uno dei due piccoli, emerge dai messaggi inviati dalla donna al compagno, le avrebbe chiesto di «lasciarlo stare».

I Carabinieri hanno trovato nei dispositivi foto e video che ritraevano i bambini in bagno. «Ho assi nella manica, tu mi davi incarichi e io rispettavo le consegne» è uno dei messaggi della donna relativi alla richiesta di foto e video. Gli altri scambi riportati nell'ordinanza non sono pubblicabili nel loro contenuto. La donna avrebbe poi fatto riferimento ad altri «contenuti criptati e custoditi in files conservati nella galleria del cellulare dal medesimo contenuto pedopornografico, ritraenti la figlia». Sono stati acquisiti anche screenshot di chat su telegram tra l'uomo e ignoti all'interno di un gruppo dove sarebbe stato condiviso altro materiale «a chiaro sfondo sessuale e pedopornografico».

Ieri si è

avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip, ma ha fatto dichiarazioni spontanee, dicendosi innocente ed estraneo alle accuse. Lo stesso ha fatto la donna a Venezia. Dove, per competenza, verrà trasmessa l'inchiesta.

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