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"Andiamo dalla zia": le strategie di papà Sempio per non farsi intercettare. Ma Andrea: "Sarebbe più strano ancora"

"Se dobbiamo parlare di cose particolari abbiamo deciso di chiedere il permesso alla P. di andare in Crivellina", le parole di Giuseppe Sempio, intercettato. Ma il figlio rispose di no

"Andiamo dalla zia": le strategie di papà Sempio per non farsi intercettare. Ma Andrea: "Sarebbe più strano ancora"
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Andrea Sempio, da oltre un anno, è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Nelle prossime ore la procura di Pavia procederà con la richiesta di rinvio a giudizio e poi sarà un giudice a decidere come si procederà. In carcere c’è un colpevole condannato in via definitiva per lo stesso reato, Alberto Stasi, per il quale la procura di Pavia che sta conducendo le indagini ha proposto la revisione, consegnando i faldoni alla procura Generale di Milano, mentre i suoi avvocati stanno producendo la richiesta autonoma di revisione. La procura guidata da Fabio Napoleone con l’aggiunto Stefano Civardi ha prodotto 7 faldoni in un anno e mezzo e tra questi documenti ci sono gli elementi che scagionano Stasi e quelli che, al contrario, sono considerati di colpevolezza per Sempio. Tra questi anche il comportamento tenuto dal commesso del negozio di telefonia e dai suoi familiari nell’ultimo anno e mezzo.

Ne dà conto il quotidiano Il Messaggero oggi in edicola, rivelando che dagli atti depositati dalla Procura emergerebbe, da parte di Sempio, una sorta di “monitoraggio” del suo “circuito relazionale stretto, indispensabile al fine di comprendere e captare quelle sfumature che stanno permettendo di avere una visione chiara della vicenda”. È un appunto degli investigatori datato aprile 2025, quando è stata chiesta una proroga per le intercettazioni, che è stata ottenuta. A maggio 2025, per esempio, il papà Giuseppe Poggi ha telefonato al figlio Andrea: “Ascolta, se dobbiamo parlare di cose particolari abbiamo deciso di chiedere il permesso alla P. di andare in Crivellina”.

La “Crivellina” è un’area privata, tra i cui proprietari figura anche Silvia Maria Sempio, zia di Andrea, che si estende nelle campagne della Lomellina: è destinata alla caccia e Giuseppe Sempio la frequenta abitualmente. “Così siamo fuori e non seguono qua... Non c'è problema magari che vengono ad ascoltare. Secondo te? Cosa ne pensi?”, chiede il papà. Una soluzione per evitare le cimici che ipotizzavano fossero state posizionate nella loro abitazione, “quantomeno in occasione dei momenti in cui debbano fare il punto della situazione”. Ma il figlio, quando è stato chiamato dal padre, non è sembrato particolarmente entusiasta di questa soluzione: “No, non facciamo troppi movimenti, sarebbe più strano ancora”.

Tra i comportamenti che sono entrati tra gli elementi interessanti dell’inchiesta di Pavia c’è anche quello della madre di Andrea Sempio, nonché moglie di Giuseppe, Daniela Ferrari.

Il 28 maggio, tre giorni dopo la data dell’interrogatorio simultaneo di Marco Poggi, Alberto Stasi e Andrea Sempio, al quale si sono presentati regolarmente solo i primi due mentre gli avvocati di Sempio si sono aggrappati a un cavillo procedurale, la madre dell’indagato ha cambiato numero di telefono. Lo ha attivato a Vigevano e da questa ha chiamato il marito: “Ciao, sono io. È il nuovo numero”. Ma il marito l’ha ripresa: “No, ho detto non telefonare, perché poi magari intercettano e...”.

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