A piazzare la bomba davanti alla residenza di Sigfrido Ranucci lo scorso ottobre sarebbero stati esponenti della Camorra. Lo ha detto Massimo Giletti in una clip di anticipazione del suo programma in onda questa sera. “Qualcuno arriva, piazza dell'esplosivo sotto l'auto di Ranucci e scatena l'inferno”, ha detto il conduttore de “Lo Stato delle Cose”, aggiungendo che “si è parlato di una Panda nera, si è parlato di plastico: né uno né l'altro. La macchina usata dagli attentatori non è una Panda nera, l'esplosivo probabilmente è preso da una cava ma non era plastico. Ma la notizia importante che daremo stasera è che gli autori dell'attentato appartengono alla Camorra”.
Una notizia già anticipata da tempo da il Giornale (qui l’articolo di Felice Manti), che escludeva le piste politiche e dei servizi segreti che erano state avanzate inizialmente. “Sarebbe stata la camorra per una vicenda legata a un traffico d’armi a Rovigo che avrebbe spinto la Dda di Venezia e il Gico ad aprire un fascicolo correlato”, si legge nell’articolo pubblicato il 16 gennaio. Massimo Giletti nella sua clip ha poi spiegato che i presunti autori dell’attentato “sono arrivati dalla Campania per l'attentato, non hanno usato una Panda nera ma un altro mezzo, e sono tornati in Campania dopo aver effettuato l'attentato”. Ovviamente non ci sono nomi, non ci sono indicazioni che possano permettere di risalire agli autori in maniera certa: anche le indagini sono ancora in corso per individuarli.
“Secondo gli inquirenti l'attentato a Sigfrido Ranucci è opera della camorra. Al giornalista e ai suoi cari di nuovo la nostra solidarietà. La lotta alla camorra il nostro governo la conduce non a parole. Lo ha fatto con il decreto Caivano, con la Terra dei fuochi, inasprendo il 41 bis.
Il governo Meloni ha puntato sulla rinascita delle periferie e sulla valorizzazione di Napoli, come a Bagnoli e con l'America's cup, proprio per contrastare meglio la Camorra”, ha dichiarato il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Alfredo Antoniozzi.