Da Arezzo arriva l'ennesima storia di violenze in famiglia: l'imputato è un 35enne tunisino per il quale le accuse gravissime sono di violenza sessuale su minore e maltrattamenti familiari. I contorni della storia sono agghiaccianti, perché l'uomo, stando a ciò che gli viene imputato, avrebbe abusato di una bambina che all'epoca dei fatti aveva 8 anni, dopo averla stordita con sostanze o alcolici. È una ricostruzione che vede l'opposizione della difesa dell'uomo ma che è stata portata in sede di udienza come prova testimoniale.
Tutto sarebbe iniziato nel 2016 e si sarebbe protratto almeno fino al 2024: i minori coinvolti in questa vicenda non sono i figli del tunisino ma della sua compagna, che ha deposto la propria testimonianza lo scorso dicembre. Stando al suo racconto, gli anni vissuti in casa con il tunisino, all'epoca dei fatti convivente e compagno, sarebbero stati un incubo, in quanto caratterizzati da frequenti violenze che non avrebbero risparmiato nemmeno i suoi figli. Il complesso familiare viene definito complesso ma, soprattutto, la donna ha messo a verbale di essere stata picchiata a più riprese tra schiaffi e percosse con bastoni e manganelli di metallo. Solo in un secondo momento avrebbe saputo delle violenze dell'uomo nei confronti della figlia minore. Esiste anche un referto ospedaliero che certifica le percosse con una prognosi di 10 giorni nei confronti della donna: in quella stessa occasione sono stati refertati anche i figli della donna, ai quali medici hanno dato prognosi tra i 5 e i 7 giorni.
Secondo la difesa dell'imputato non ci sarebbe stata alcuna violenza sulla minore perché l'uomo sarebbe stato impossibilitato, in quanto sottoposto a un trattamento medico per la depressione che ne avrebbe inibito gli stimoli sessuali. Per sostenere questa tesi, la difesa dell'imputato ha chiesto una perizia medico-legale sulla quale la corte si esprimerà solamente alla fine di febbraio.
Il caso è delicato e le accuse sono gravissime, specialmente quella di aver abusato della bambina, che è anche quella dalla quale l'imputato si sta difendendo con maggiore forza. Sono già stati sentiti alcuni testimoni della difesa, compreso un amico di famiglia, che ha sostenuto di non aver mai notato nulla di sospetto quando frequentava quell'abitazione.