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Le nuove intercettazioni e la telefonata tra Sempio e Chiara Poggi prima del delitto. L'indagato: "Mai visto alcun video"

Il Tg1: il 38enne indagato, parlando da solo, avrebbe affermato di aver chiamato Chiara prima del delitto e di aver tentato un approccio. Lui: "Non ho mai, mai, mai visto alcun video".

Claudio Furlan/La Presse
Claudio Furlan/La Presse
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"Ho visto il video di Chiara e Alberto". Così Andrea Sempio in un'intercettazione, secondo quanto rivela il 'Tg1' sui suoi canali social. Si spiega che Sempio, in un'altra intercettazione, parlando da solo, avrebbe detto di aver chiamato Chiara prima del delitto, di aver tentato un approccio e che lei avrebbe detto: "Non ci voglio parlare con te" attaccando il telefono. Il riferimento è a quelle chiamate partite dal telefono di casa Sempio a casa Poggi, il 13 agosto 2007, che lui ha sempre detto di avere effettuato per sbaglio e perché non ricordava che l'amico Marco Poggi era in montagna. Chiamate in cui avrebbe parlato con Chiara solo per pochi secondi. L'intercettazione, secondo quanto spiega la difesa di Sempio, l'avvocata Angela Taccia, sarebbe stata letta a Sempio dal pm Stefano Civardi stamane ma non fatta ascoltare. In serata, il commento di Sempio tramite l'avvocata Angela Taccia che respinge al mittente le accuse: "Non ho mai, mai, mai visto alcun video".

L'intercettazione

Secondo altre fonti accreditate, le frasi riportate da alcuni organi di stampa sarebbero inesatte. Eccole: Sempio parlando tra sé e sé tra l'altro dice: "Lei ha detto.. 'non ci voglio parlare con te (imitando una voce femminile)". E ancora: "Era tipo io gli ho detto 'riusciamo a vederci?". E poi "imitando voce femminile", aggiunge: "Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice 'non l’ho più trovato il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video. e ancora: 'anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo"'. Le intercettazioni si riferiscono al momento in cui Sempio è in auto da solo: è il 14 aprile 2025 e ha saputo delle nuove indagini su di lui solo da un mese. Una cimice nella macchina cattura le parole del ragazzo che di fatto lo smentiscono.

Il movente

Sui social del Tg1 "il movente, secondo gli inquirenti, del delitto di Chiara Poggi a Garlasco". "Per chi ha ricostruito passo passo le indagini", si legge sui canali social del Tg1', il movente del delitto di Garlasco sarebbe legato anche "ai video intimi tra Alberto e Chiara". "Gli inquirenti, nelle loro ricostruzioni, spiegano che è verosimile che il movente del delitto si inneschi nell’infatuazione, nella possibile prospettiva sessuale proiettata su Chiara, nell’assunto che il girato del video rappresentasse esso stesso la prova delle disinibizione della ragazza, nell’approccio approfittando dell’assenza di Marco Poggi. E soprattuttpo del fatto che la ragazza in quei giorni di agosto fosse sola a casa". Da qui, sostengono gli inquirenti, sarebbero scaturiti "il rifiuto" e "la reazione di Chiara" qundi "la furia omicida". Quindi, rivela ancora il Tg1, "quello che viene definito un efferato 'effetto domino"'.

Gli indizi a carico di Sempio

Nell'interrogatorio di stamattina Andrea Sempio, difeso dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha scelto il silenzio. Un faccia a faccia che è durato a lungo, perché i pm della Procura pavese, diretta da Fabio Napoleone, prima che il 38enne decidesse di avvalersi della facoltà di non rispondere, hanno elencato all'indagato gli elementi d'accusa per l'imputazione di omicidio volontario aggravato nell'inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Tra questi elementi, da quanto si è saputo, ci sono quelli in gran parte già venuti a galla mano a mano nel corso delle indagini, tra cui appunto il Dna, che è stato al centro del maxi incidente probatorio genetico, l'impronta 33 (secondo una consulenza dei pm sarebbe di Sempio), la vicenda dello scontrino del parcheggio di Vigevano che, per l'accusa, sarebbe un falso alibi. In più ancora diversi aspetti emersi dalle consulenze, tra cui anche quella medico legale di Cattaneo, che sposterebbe l'orario della morte e scagionerebbe Alberto Stasi. E la relazione del Racis dei carabinieri sul profilo psicologico del 38enne.

Le intercettazioni mal trascritte della vecchia inchiesta

Già nella vecchia inchiesta, quella a carico di Sempio archiviata nel 2017, c'erano una sfilza di intercettazioni ambientali, captate nell'auto del commesso. Ascolti che, tra l'altro, secondo la nuova inchiesta pavese, erano state in parte trascritte male nelle indagini che erano coordinate dall'allora procuratore Mario Venditti (indagato a Brescia per corruzione in atti giudiziari assieme al padre di Sempio). Stando a quanto riferito, oltre a questi audio venuti a galla nel tempo e anche di recente, gli inquirenti avrebbero messo oggi sul tavolo le intercettazioni inedite. Al termine dell'interrogatorio gli inquirenti hanno fatto presente anche che l'inchiesta, allo stato, non è ancora chiusa.

Legali Stasi: "Se intercettazioni confermate, obiettivo tirare fuori Alberto"

"Di primo acchito, quando l’ho letta sono sobbalzata perché punta su un paio di passaggi che sono fondamentali. Se fosse confermato il testo dell’intercettazione e non fosse stata isolata, sarebbe agghiacciante e a quel punto l’obiettivo sarebbe quello di tirar fuori dal carcere Alberto Stasi il prima possibile". Così Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, sui nuovi sviluppi del caso Garlasco, in una intervista che andrà in onda questa sera a Realpolitik, condotto da Tommaso Labate, su Retequattro alle 23.30. In merito alla richiesta di revisione spiega che "quando si fa la richiesta di revisione si può chiedere anche contestualmente la sospensione dell’esecuzione, in attesa del giudizio di revisione.

Qualche tempo fa, non molto tempo fa, ho detto che non l’avremmo chiesta, non l’avremmo voluta, ma se il quadro indiziario fosse solido e ci fossero intercettazioni di questo tipo, allora il quadro probabilmente cambierebbe molto. E quindi potremmo chiederlo perché ci ricordiamo che c’è un ragazzo detenuto da più di 10 anni per questo omicidio".

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