Accesso abusivo a sistemi informatici, violazione della privacy, esercizio abusivo della professione e peculato. Sono le ipotesi di reato al centro dell’indagine della procura di Roma sulla cosiddetta "Squadra Fiore", che vede coinvolte 11 persone tra cui ex appartenenti delle forze dell'ordine. Stamani sono scattate alcune perquisizioni dei carabinieri del Ros. Tra gli indagati c'è anche l'ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo.
Nel procedimento è anche indagato (per truffa) Carmine Saladino, ex capo della società Maticmind. I due filoni di indagine hanno collegamenti in base ad alcune intercettazioni in cui appartamenti alla Squadra Fiore tira in ballo Del Deo.
Secondo l’ipotesi dei pm capitolini l’accusa di peculato riguarderebbe 5 milioni di euro per contratti stipulati dai servizi verso una società "amica", la Sind, che si occupa di sistemi di riconoscimento facciale e biometrici, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati, anche lui indagato.
Il contatto tra i due filoni di indagine è relativo ad alcune intercettazioni in cui appartenenti alla squadra Fiore tirano in ballo il nome di Del Deo. L’attività di perquisizione, per fatti iniziati dal 2022, ha riguardato sette indagati. Tra questi anche l'anche l'hacker Samuele Calamucci, legato all’altra società di spionaggio Equalize.
Secondo gli inquirenti Del Deo "avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del comparto”. Nello stesso contesto, gli approfondimenti investigativi, hanno permesso di acquisire nuovi elementi idonei a delineare ulteriori fattispecie delittuose per le quali risultano coinvolti imprenditori ed ex appartenenti all’intelligence nazionale.
Nel dettaglio, gli interessati risultano indagati a vario titolo dei reati di peculato in concorso (sarebbero implicati imprenditori e Del Deo) poiché, nel 2023, si sarebbero appropriati di fondi dell’Aisi, per alcuni milioni di euro destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra l’Aisi e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware; truffa aggravata, poiché, come spiega una nota del Ros “nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l'innovazione, l’imprenditore titolare della acquisenda società, al fine di aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di earn-out2 (che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali), con artifizi e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo (Ebitda) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa.
Tale operazione avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di euro non dovuti, con correlativo danno anche a Cassa Depositi e Prestiti, di cui è azionista di maggioranza il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in quanto, attraverso Cdo Equity S.p.A, deteneva una parte del capitale della società acquirente”. Del Deo, dopo aver lasciato il Dis, è attualmente il presidente esecutivo di Cerved Group Spa.
Indagato anche Giuliano Tavaroli
Tra gli undici indagati perquisiti dai Ros c’è anche Giuliano Tavaroli, ex capo della Security di Pirelli-Telecom coinvolto in passato nello scandalo Telecom-Sismi. A lui, in concorso con altri indagati, viene contestato di “essersi associati tra loro e con persone da identificare, allo scopo di commettere una pluralità di reati di accesso abusivo a sistemi informatici di interesse per l'ordine e la sicurezza pubblica, di captazione fraudolenta di comunicazioni informatiche e telematiche e interruzione di comunicazioni relative a sistemi informatici o telematici". Contestata anche, come riportato nel decreto di perquisizione, l’utilizzazione di segreti d'ufficio da parte di pubblici ufficiali e di corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio. In particolare a Tavaroli e altri tre indagati viene contestato di aver costituito e gestito “un gruppo criminoso, con base logistica a Roma, che acquisiva e commercializzava informazioni riservate illecitamente esfiltrate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, avvalendosi di strumenti informatici e operativi analoghi a quelli in uso alle forze dell'ordine (dispositivi elettronici per la captazione di conversazioni private e per l'individuazione e inibizione della captazione, punti di accesso alle banche dati protette da sistemi di sicurezza).
Ammanco per 7-8 milioni all'Aisi
Nelle intercettazioni si fa riferimento a “un ammanco di denaro di circa 7-8 milioni, che si sarebbe verificato nell'epoca in cui Del Deo era a capo del Reparto economico finanziario dell'Agenzia, “la cui sparizione sarebbe a lui riferibile”. In un'altra conversazione intercettata nel gennaio di un anno fa si fa riferimento al modus operandi della "cricca di Del Deo". Nel corso di sommarie informazioni agli inquirenti, come riportato nel decreto di perquisizione, un teste, dipendente della presidenza del Consiglio, addetto a un reparto dei Servizi di sicurezza, ha dichiarato come “fosse notorio, in ambiente dei servizi, che Del Deo avesse una grande disponibilità di soldi ed ampio potere di disposizione· di risorse pubbliche e di aver sentito i dipendenti dell'Agenzia parlare di ammanchi di milioni di euro dai fondi dell'Agenzia”. Il teste ha affermato inoltre di “aver pensato, come altri, che Del Deo portasse soldi all'estero”. Dalle indagini è emerso inoltre come Del Deo “all'epoca, avesse un potere di fatto di negoziazione con i fornitori tanto da determinare l'importo delle fatture e da rivendicare come una scelta personale l'emissione di documenti fiscali con generica descrizione del tipo di prestazione eseguita”. Tra Del Deo e altri due imprenditori indagati sono emersi “forti intrecci di interessi economici a partire dal 2012 che delineano un parallelismo tra la carriera imprenditoriale dei due e lo sviluppo del percorso professionale del funzionario pubblico”.
La squadra di Del Deo era chiamata "i neri"
L'ex numero due del Dis in qualità di dirigente del reparto economico finanziario dell'Aisi si è avvalso di "una squadra di collaboratori denominati convenzionalmente "i neri" ai quali dava disposizioni per attività clandestine di tipo para investigativo, utilizzava per fini non istituzionali gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del Sistema di informazione per la sicurezza nazionale". È quanto si legge nel decreto di perquisizione dell'indagine sulla Squadra Fiore. Per gli in inquirenti l'attività illecita è andata avanti dal 2018 al 2024.
La procura di Milano: vittima Del Vecchio
C'è anche un capitolo sul ricatto all'imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio nell'indagine su Equalize. Del Vecchio figura come parte offesa, mentre sono indagati il suo ex responsabile per la sicurezza e collaboratore personale, Giuseppe Cella, e Vincenzo De Marzio, titolare della Neis Agency, società di investigazione con un contratto da 12 mila euro al mese, sottoscritto il 15 giugno 2023 con il manager, per la fornitura di servizi di 'due diligence reputazionale. L'accusa è che dopo aver bucato la password, avrebbero estrapolato immagini della vita privata dell'imprenditore-editore dall'appartamento milanese di Del Vecchio. E poi, dopo aver creato illecitamente un archivio reputazionale, Del Vecchio sarebbe stato ricattato costringendolo a versare 30 mila euro per evitare che quei filmati circolassero creando un danno a lui stesso, alla Lmdv Capital S.r.l., di cui è legale rappresentante, e a EssilorLuxottica, società quotata alla borsa di Parigi e di cui il manager è socio. Dal decreto di perquisizioni eseguito oggi dai carabinieri del Ros nei confronti di Cella, De Marzio e della Neis, emerge un 'quadro complesso, nel quale si mescolano condotte estorsive. A cui si aggiungono 'comportamenti fraudolenti, che riguarderebbero un falso dossier assemblato, è l'ipotesi, da Nunzio Samuele Calamucci, la mente informatica di Equalize che ha poi collaborato alle indagini.
La nota di Cerved Group Spa
In riferimento alle notizie di stampa odierne relative all'indagine della Procura di Roma sulla cosiddetta "Squadra Fiore", Cerved Group S.p.A. comunica che non è i coinvolta nei fatti oggetto dell'indagine, non è destinataria di provvedimenti giudiziari e non è parte del procedimento e che le contestazioni mosse al Presidente Giuseppe Del Deo riguardano esclusivamente condotte riferite al periodo in cui ricopriva incarichi istituzionali nell'ambito dell'intelligence nazionale, dunque in un contesto del tutto anteriore e distinto rispetto al suo ingresso in Cerved. L'operatività, la governance e le attività della Società non sono in alcun modo interessate dalla vicenda.
Del Deo: "Certo di poter dimostrare la mia estraneità"
In serata la comunicazione di Giuseppe Del Deo che dichiara di "di essersi autosospeso, con effetto immediato, dalla carica di Presidente esecutivo di Cerved Group S.p.A.
La decisione è stata assunta per preservare la reputazione della Società, ancorché i fatti di cui al decreto di perquisizione non abbiano alcuna relazione con Cerved Group o suoi esponenti". Del Deo si dice "certo di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti nel più breve tempo possibile".