"Nella puntata di stasera di Falsissimo EP 21 non pubblicherò, perché incredibilmente il giudice me lo ha impedito, le chat, le foto, i video, le interviste, di tutte le persone coinvolte nel Sistema Signorini. Non pubblicherò più le chat di Piscopo e Medugno, che confermavano l’esistenza del ricatto, ma... la puntata sposta l’attenzione dal sistema Signorini al Sistema Mediaset e, per la vostra gioia, parlerò di: Maria De Filippi, Gerry Scotti, Silvia Toffanin, Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi e ovviamente Alfonso Signorini senza entrare nella vicenda vietata". Fabrizio Corona l'aveva scritto sui social e così è stato.
Dopo la svolta sul caso Signorini, con la decisione del giudice che ha vietato all'ex re dei paparazzi di mandare in onda ulteriori contenuti che riguardino il conduttore tv, Corona manda in onda su YouTube un nuovo episodio di Falsissimo. E nella nuova puntata delira e infanga tutti.
Nel suo racconto confuso e aggressivo, l'ex re dei paparazzi parla ancora dell'editto bulgaro e si paragona a una voce censurata dal potere, evocando episodi storici di presunta epurazione mediatica per sostenere che oggi si starebbe ripetendo lo stesso schema. Sostiene di essere vittima di un sistema che avrebbe paura della sua esposizione pubblica e che, per questo, avrebbe chiesto la rimozione dei suoi contenuti dalle piattaforme digitali.
E, ancora, Corona parla di un fronte compatto tra televisioni, grandi gruppi editoriali e informazione tradizionale, accusati di agire come un blocco unico per proteggere se stessi. Rivendica il proprio ruolo di “notizia vivente”: "Io sono disinformazione", dice anche su Instagram. E afferma di essere capace di orientare l’opinione pubblica e di rompere una narrazione considerata falsa e addomesticata.
Ancora, attacca l’etica dei media, accusandoli di occultare fatti scomodi e di trasformare la cronaca in spettacolo quando conviene. Si dipinge come bersaglio di manovre giudiziarie e amministrative finalizzate a spegnerne la voce. Mescola ricordi personali, retroscena mai verificati e accuse generalizzate, sostenendo di avere documenti e prove che non può mostrare. Racconta di pressioni, silenzi e paure ai vertici dell’informazione.
Insiste sul concetto di “sistema” come rete di potere fondata su ricatti, convenienze e omissioni. E chiude promettendo che, anche se bloccato, troverà altri spazi per continuare a parlare, perché - sostiene – chi conosce la verità non può essere fermato.