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"Foto nell'hard disk? Spero non ci siano". Spunta un nuovo audio di Andrea Sempio

Dalle intercettazioni raccolte dagli inquirenti traspare un evidente nervosismo da parte dell'indagato. Ecco che cosa è emerso

Screen Quarto Grado
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Continuano a essere rilasciati nuovi audio di Andrea Sempio, a lungo ascoltato dagli inquirenti durante le indagini. Dalle sue parole traspare un evidente nervosismo, emozione che appare evidente dopo che gli viene comunicata la riapertura delle indagini.

Nel maggio del 2025, ormai un anno fa, i carabinieri si presentano a casa della famiglia Sempio per perquisire l'edificio e portano via moltissimo materiale, tra cui agende, block notes, telefoni cellulari e ben due hard disk. Nessun computer perché, come ormai sappiamo, Andrea Sempio non possedeva un computer fisso o portatile a uso personale.

Gli hard disk, tuttavia, bastano a far impensierire il commesso di Voghera e questo appare chiaro da alcune intercettazioni registrate mentre si trovava in auto.

In uno dei suoi monologhi, infatti, Sempio dice: "Non si può aprire. Provate". Passa poi a elencare ciò che è stato sequestrato e portato via da casa sua: "Indumenti, quaderni, le bici, pure i libri... l'importante è che non venga fuori che non ce n'è... che non ce n'è di foto, capisci?".

L'ansia, col passare dei giorni, cresce, tanto che Sempio ricorda gli spostamenti degli investigatori all'interno di casa sua. "C'è una botola... di cinquanta centimetri. Non c'è niente, non succede niente. Oh, benissimo". Gli inquirenti non trovano nulla neppure nel vano del lucernario, infatti Sempio commenta: "Hanno guardato e niente".

Convinto di aver dato la migliore immagine di sé, Andrea Sempio infine conclude: "Fatto concretamente che siamo sul pezzo, adesso. Qualcuno ha pensato che... io l'assassino, cos'è? Se avevo detto quello che effettivamente si sposa con...".

Grande nervosismo anche quando, il 16 aprile 2025 vengono prelevate le sue impronte digitali. "Delega dattiloscopici, ossignur, malissimo. No, perché l'abbiamo già detto che non c'entro, l'ho già spiegato. Lo sai che deve succederti, sei a posto", è il commento di Sempio, come riportato da Il Messaggero. Seguono poi considerazioni su quel lontano e terribile 13 agosto 2007: "Io ero in casa probabilmente settimana prima, fino alla settimana prima. Quindi se adesso mi dicono: 'Eh, ma ci sono...', come ho già detto più e più volte lo so ero...".

Altro motivo di inquietudine è l'esame del DNA. "La mia paura è che tirassero fuori qualcosa dal corrimano, dalla maniglia, dalla sedia. Cioè, per dire, non so se sta qua (Chiara, ndr) l'hanno trascinata per terra e magari nel trascinarla è venuto su un po' di tutto", ragiona Sempio.

E, ancora: "Lei quella mattina ha sceso le scale toccando il corrimano, il telecomando della... le usavo anch'io quelle robe lì. Però se adesso mi vieni a dire che vogliono analizzare il Fruttolo, l'Estathè o una tazzina, quelli sono sicuro che non li ho toccati. Quindi su quello sono tranquillo".

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