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Garlasco, "rigetto totale" della Cassazione sui sequestri a Venditti: bocciata l'indagine di Brescia

La Suprema corte ha rigettato il ricorso presentato dal Procuratore di Brescia, Francesco Prete, e dalla pm Claudia Moregola contro il dissequestro dei device elettronici dell'ex pm

Garlasco, "rigetto totale" della Cassazione sui sequestri a Venditti: bocciata l'indagine di Brescia
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Nessun sequestro dei dispositivi elettronici per l'ex pm Mario Venditti: i giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione hanno espresso un "rigetto totale" al ricorso presentato dal Procuratore di Brescia, Francesco Prete, e dalla pm Claudia Moregola contro l'ordinanza con cui il Tribunale del riesame di Brescia il 17 novembre 2025 ha annullato i sequestri. Venditti si trova attualmente indagato a Brescia per un caso di presunta corruzione nel caso di Garlasco perché, secondo l'accusa, avrebbe ricevuto da Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, del denaro per archiviare la posizione del figlio nel 2017 dall'accusa di aver ucciso Chiara Poggi.

Il 24 ottobre scorso erano stati sequestrati a Venditti 3 telefoni, 2 pc, 2 iPad, 2 hard disk e 2 chiavette usb. Il tutto era stato però dissequestrato lo scorso novembre dietro ricorso della difesa dell'ex magistrato. Con questa decisione, la Suprema Corte boccia l'inchiesta della procura di Brescia e abbraccia la decisione del Riesame, che aveva già accolto il ricorso dei legali dell'ex magistrato.Il Riesame, nella sua decisione, aveva evidenziato come per procedere con il sequestro mancassero parole chiave specifiche o parametri tecnici capaci di circoscrivere l'analisi dei dati digitali ai soli fatti contestati. Questa carenza trasformava il sequestro di computer e smartphone in una sorta di ispezione indiscriminata della vita privata e professionale dell'ex magistrato, pratica non ammessa dal nostro ordinamento.

Il cuore di questa indagine è il cosiddetto "pizzino", un foglietto trovato a casa dei Sempio durante la perquisizione dello scorso maggio e facente parte di un'agenda. In questi appunti, il papà dell'indagato di Pavia per omicidio in concorso con Stasi o con altri di Chiara Poggi aveva scritto: "Venditti Gip archivia x 20. 30. euro". Un appunto preso di fretta insieme ad altri presenti nella stessa pagina, che avevano fatto scattare un campanello d'allarme importante in merito all'indagine del 2017, chiusa molto rapidamente, su Andrea Sempio. Alla luce del nuovo filone, questo dato secondo le procure potrebbe avere un peso significativo ma Brescia non potrà procedere sui dispositivi dell'ex pm. Tutti gli eventuali dati che sono stati estratti da quel telefono sono stati già cancellati perché nessuna informazione potrà essere utilizzata per l'indagine. Nello stesso fascicolo di Venditti è indagato anche il papà di Sempio. Gli unici elementi di proprietà di Venditti che restano nella disponibilità della procura sono le agende cartacee.

"L'ipotesi di corruzione contestata non coinvolge né i legali della famiglia Sempio, né i suoi consulenti tecnici, né la polizia giudiziaria in servizio all'epoca, sicché non si comprendono le ragioni, concrete ed effettive, per cui debbano scandagliarsi milioni di dati contenuti nei pc, telefoni, tablet del dott. Venditti", ha scritto l'avvocato dell'ex pm, Domenico Aiello, nella memoria depositata in Cassazione.

Il difensore ha ricordato che i pm bresciani hanno "tentato l'indiscriminata apprensione di tutti i devices telematici ed elettronici in uso all'indagato, senza previa selezione dei dati, personali, sensibili e riservati in essi contenuti, indubbiamente estranei alle finalità investigative"..

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