La Corte di Cassazione ha deciso di annullare la sentenza d'appello a carico dell'amante di Matteo Messina Denaro Lorena Lanceri, riconosciuta colpevole in entrambi i primi due gradi di giudizio del reato a lei ascritto. Il processo che vede imputata la donna è stato quindi rinviato dagli Ermellini a un'altra sezione della corte di Palermo.
Lorena Lanceri, la quale aveva ammesso la relazione col boss pur negando di aver mai saputo la sua vera identità, di cui sarebbe invece venuta a conoscenza solo in un secondo momento, era la consorte di Emanuele Bonafede, cugino di Andrea Bonafede, ossia colui che prestò l'identità a Messina Denaro nei lunghi anni di latitanza.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Lanceri si prese cura del boss durante gli anni che questi trascorse nascosto, spostandosi da un rifugio all'altro. Si occupò di gestire la sua corrispondenza, permettendogli di restare in contatto con la famiglia e con altri boss vicini al padrino di Castelvetrano. La donna gestiva, in sostanza, lo smistamento dei "pizzini".
Nel corso della giornata odierna, giovedì 22 gennaio, la Suprema Corte ha annullato la sentenza a 13 anni e 4 mesi emessa nel dicembre 2024, quando l'amante del boss venne condannata per associazione mafiosa. Secondo i giudici tale sentenza dovrebbe essere riqualificata in favoreggiamento aggravato, ecco il perché della necessità di un nuovo processo.
Servirà un nuovo processo, che sarà processato alla presenza di un'altra sezione della Corte d'Appello di Palermo, per rideterminare la pena.La riqualificazione del reato porterà a una condanna con una pena ben più ridotta.