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L'ipotesi della legittima difesa e "il rischio vendetta". I carabinieri proteggono la villa

La vittima del furto ha trovato i ladri in casa e nella colluttazione che ne è sorta ha colpito con un coltello uno dei due malviventi, morto poi in ospedale dove era stato abbandondato durante la fuga

L'ipotesi della legittima difesa e "il rischio vendetta". I carabinieri proteggono la villa
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I ladri che entrano in casa, il proprietario che si difende e il furto che finisce con uno dei malviventi morto. Questa è l'estrema sintesi di quanto accaduto la mattina di mercoledì 14 gennaio a Lonate Pozzolo, piccolo centro operoso del varesotto a una manciata di minuti di distanza dall'aeroporto di Malpensa. Due persone, accompagnate da una terza che è rimasta in auto a fare da palo per agevolare la fuga, hanno fatto irruzione in una villetta bifamiliare in pieno giorno, alle 11 del mattino. Il proprietario dell'immobile, il trentenne Jonathan Rivolta, ha sorpreso i ladri all'interno della sua abitazione e ne è nata una violenta collutazione, durante la quale per difendersi da una aggressione ha accoltellato uno dei malviventi, Adamo Massa di origini sinti, che è poi morto in ospedale a Magenta dove è stato abbandonato durante la fuga.

La prima ricostruzione dei fatti indica che la banda ha suonato varie volte al campanello e non ricevendo risposta ha deciso di fare irruzione, convinti che la casa fosse libera. Ma al primo piano c'era il proprietario che, sentendo il botto, ha immaginato che stesse accadendo qualcosa e ha afferrato un coltello, "fa parte di un kit di sopravvivenza che uso durante le mie escursioni per il trekking", ha spiegato poi agli investigatori. Quando è sceso al piano terra, Rivolta ha trovato i malviventi e, quando Massa gli si scaglia addosso, dice di aver "alzato istintivamente la mano in cui avevo il coltello". Il padrone di casa è stato colpito al volto più volte e ha sbattuto la testa e mentre era ancora stordito dalle botte i malviventi sono riusciti a scappare. In ospedale al ladro viene individuata una grossa ferita sotto il pettorale e un'altra più piccola causate dal coltello della vittima della rapina.

Al momento per gli investigatori la dinamica raccontata da Rivolta è coerente con quanto accaduto e anche con l'istituto della legittima difesa, tanto che l'unico fascicolo che risulta essere stato aperto in procura è per tentata rapina. Non è una situazione cristallizzata, le indagini sono ancora in evoluzione, ma per adesso è lecito considerare l'azione sia stata legittima. La vittima si è difesa da un'aggressione all'interno della sua proprietà e l'omicidio non è stato volontario. La caccia ai complici è aperta: Massa era noto alle forze dell'ordine per altri reati ed era residente in un campo nomadi del torinese. Degli altri due ancora si cercano tracce che possano ricondurre a loro. "Solidarietà a chi è stato aggredito in casa sua e si è difeso", ha dichiarato Matteo Salvini, che con la Lega ha sempre portato avanti la battaglia per riconoscere la legittimità della difesa di chi viene aggredito all'interno della sua proprietà.

Lonate Pozzolo è stata scossa da un evento traumatico e ora il rischio che la comunità di Massa possa vendicarsi è altissimo, tanto che i carabinieri hanno istituito delle ronde attorno alla villetta e nelle zone limitrofe per prevenire eventuali agguati. "C'è un problema di sicurezza, non solo a Lonate. Servono più forze dell'ordine sul territorio", era stato l'appello del sindaco di Lonate, Elena Carraro.

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