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Muore travolto da due tram, archiviata l'inchiesta. “L’autista distratto dal telefono, ma l’impatto era inevitabile”

Il gip ordina l'archiviazione dell’inchiesta per i due autisti del 15 e del 3 che lo scorso anno investirono il 26enne, a Milano. Ma lo fa per "considerazioni diverse rispetto a quelle del pm"

Muore travolto da due tram, archiviata l'inchiesta. “L’autista distratto dal telefono, ma l’impatto era inevitabile”
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Il conducente del tram che ha investito Kevin Mateo Rodriguez, il 26enne travolto e ucciso da due tram, uno dopo l’altro, in viale Missaglia a Milano un anno fa, era distratto dalla visione del telefonino la cui web cam era accesa su una località sciistica a Livigno e questo costituisce “un profilo di colpa”. Ma il fatto che fosse al telefono è “del tutto irrilevante” ai fini della sua responsabilità nella morte del giovane: l’incidente, secondo il giudice, sarebbe avvenuto comunque. “Anche se il conducente non fosse stato distratto e avesse avvistato il corpo non appena possibile (vale a dire quando i fari del mezzo lo avrebbero illuminato) l’impatto sarebbe stato inevitabile e, con esso la morte della vittima”, si legge nel provvedimento del gip Roberto Crepaldi. Da qui l'archiviazione dei due autisti, sia quello del 15, il tram che ha investito il giovane per primo, uccidendolo, che per quello del 3, che ha travolto i poveri resti del giovane che era già morto. I due conducenti erano difesi dagli avvocati Benedetto Tusa e Simone Giordano.

Per il giudice, che sottolinea di essere giunto alla decisione di archiviare per motivi diversi rispetto a quanto argomentato dalla procura, non è possibile neanche ottemperare alla richiesta della parte civile, con l’avvocata Angela Ferravante, di ordinare nuove indagini simulando il sinistro “con la stessa vettura, con analoghe condizioni di visibilità e al medesimo orario”. Secondo Crepaldi, “è evidente, infatti, come il tempo trascorso dal sinistro (oltre un anno) e le conseguenti modifiche della scena del sinistro, dei mezzi coinvolti, l’impossibilità di simulare in maniera identica le condizioni temporalesche e quelle di visibilità in genere, non suggeriscono come tale accertamento possa dare risultati più affidabili di quelli svolti nell’immediatezza dei fatti dalla polizia locale”.

Da qui l’archiviazione. Kevin Rodriguez fu investito da due tram, della linea 15 e della linea 3, il 26 gennaio di un anno fa alle 5,43 del mattino. Era ubriaco quando si è sdraiato sui binari del tram all’incrocio tra via dei Missaglia e via de Ruggero. Inoltre per chi guidava la visibilità era molto ridotta: erano le prime luci dell’alba e un temporale stava imperversando sulla città. “È ovvio - si legge ancora nel provvedimento del giudice - che l’avvistamento di un corpo fermo, disteso sui binari e vestito di scuro sia sensibilmente più complesso per il cervello umano di quello di un pedone che attraversi i binari o che si muova in prossimità degli stessi e richieda, quindi, un tempo di elaborazione superiore".

E quindi osserva che "non sono, quindi, solo le condizioni atmosferiche e la scarsa illuminazione ma anche l’ostacolo da identificare a far accorciare la distanza di avvisamento e, quindi, a rendere impossibile l’arresto del mezzo”. Non è escluso che la famiglia decida di andare avanti comunque, procedendo in sede civile contro il comune di Milano e l'azienda dei trasporti milanese Atm.

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