Leggi il settimanale

Niscemi, indagati 4 governatori. "Un fiume di denaro mai usato"

Contestato il disastro colposo a Lombardo, Crocetta, Musumeci e Schifani. I pm: "Inutilizzati i 12 milioni nelle casse regionali"

Niscemi, indagati 4 governatori. "Un fiume di denaro mai usato"
00:00 00:00

«Per Niscemi sono stati spesi troppi pochi soldi». Vero. Nelle casse regionali siciliane ci sono ancora 12 milioni di euro di fondi mai spesi per mettere in sicurezza il paesino siciliano. Se invece fossero stati utilizzati, forse si sarebbe potuto evitare lo sgretolamento del 25 gennaio.

Quello che suona strano è che per fare chiarezza, la Procura di Gela dà inizio a un'autentica pesca a strascico, con un eccesso di scrupolo che lascia perplessi. Tra gli indagati per la frana del paesino in provincia di Caltanissetta ci mette un po' tutti. Tredici iscritti al registro (per ora), compresi i presidenti della Regione Sicilia in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani, tutti di centrodestra.

E l'ipotesi di reato formulata dal procuratore di Gela Salvatore Vella è pesante: disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. «La nostra attività si sta concentrando su un periodo che va dal 2010 al 2026 e chiama in causa gli ultimi quattro presidenti della Regione siciliana, i dirigenti della protezione civile, i soggetti attuatori al contrasto del dissesto idrogeologico e il responsabile dell'Ati, che avrebbe dovuto realizzare i lavori dopo la frana del 1997».

L'enorme smottamento di gennaio (per cui fortunatamente non ci sono state vittime) ha provocato il cedimento di un intero versante collinare per 3 chilometri. Il terreno si è autenticamente sbriciolato e ha lasciato decine di case sospese nel vuoto: 1.500 sfollati. Un danno enorme, vero. Ma a manifestare esplicitamente le sue perplessità sull'indagine degli ex governatori è il presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga: «Se gli eventi estremi si traducono nella responsabilità di quattro presidenti della Regione Sicilia, mi sembra qualcosa di molto particolare. Vedremo come va avanti, ma mi lascia molto molto molto perplesso. Sul fatto che per gli eventi estremi un presidente di Regione sia ritenuto colpevole, mi auguro che ci si possa togliere qualsiasi dubbio con il processo. Altrimenti non avremo più sindaci e presidenti di Regione da nessuna parte».

I presidenti di regione sono stati indagati sia in qualità di commissari delegati all'attuazione degli interventi previsti dall'ordinanza della Protezione civile nazionale (che imponeva la realizzazione di opere di mitigazione del rischio della frana), che in qualità di commissari di governo contro il dissesto idrogeologico.

I pm andrammo a ritroso fino al 2010 a cercare la responsabilità della gestione dell'«emergenza cronica». Ma, con tutta probabilità, non andranno a pescare le vere cause del «caso Niscemi»: la prima frana è stata nel 1997. Eravamo in pieno governo Prodi. Non venne avviato alcun progetto strutturale definitivo per la messa in sicurezza del versante.

Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, a ogni anniversario del disastro ha inviato una lettera al presidente della Repubblica e al Governo. Scritto in un copia-incolla incalzante, cambiando solo la data. Ma - solita beffa all'italiana - i soldi attesi da anni sono arrivati solo a fine 2025.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica