«Mi aspetto un rinvio a giudizio o comunque una richiesta di processo». E ancora: «Chi ha ucciso Chiara Poggi? «Io, ad oggi, credo Alberto Stasi». Andrea Sempio parla in un'intervista a Silvia Toffanin nella puntata di ieri di Verissimo. Seduto di fronte alla conduttrice, con jeans, scarpe da ginnastica e giubbotto blu, il giovane di Garlasco, indagato per l'omicidio Poggi, ha sostenuto la propria verità.
Continua Sempio: «Vediamo in udienza preliminare, puntiamo ovviamente al proscioglimento. Non ci sembra ci siano elementi per andare avanti con un processo». Si tratta della terza volta in cui si ritrova indagato per lo stesso delitto e «questa è la volta più difficile e spero sia l'ultima», ha aggiunto, definendo il 2025 «l'anno più difficile». In questa vicenda «si sono create le tifoserie e c'è una parte che ce l'ha con me. Sono un colpevole desiderato». Non solo: «C'è gente che vuole festeggiare una mia condanna».
Andrea Sempio, parlando di eventuali sviluppi nelle indagini e rispondendo sulle indiscrezioni su un possibile aumento degli indagati per l'omicidio di Chiara, ha detto: «Non so proprio cosa pensare e non so nulla in proposito. È vero che la mia accusa è in concorso con Stasi o con altri. Vedremo se spunteranno questi altri. Per ora, a parte l'incidente probatorio, non è entrato nessun altro. Sempre se ci saranno, lo ripeto, è una delle tante ipotesi che non arrivano dalle quattro voci ufficiali del processo».
E sul presunto supertestimone: «Non mi preoccupa assolutamente». Poi sullo scontrino da lui presentato come alibi, Sempio ha ribadito: «Io in quella giornata ci sono andato a Vigevano e l'ho fatto io lo scontrino. Era successa una cosa a una persona a me vicina - ha aggiunto -, perché comunque era la sorella di un mio amico. Era normale che avrebbero sentito tutti e ho detto tengo quello in casa perché sicuramente me lo chiederanno. Anche perché non è che son stato l'unico, tante altre persone hanno portato scontrini, chi il passaporto, chi scontrini di pagamenti, chi i turni del lavoro, quindi diverse persone hanno portato qualcosa per confermare quello che stavano dicendo. È stato consegnato un anno dopo perché me lo hanno chiesto un anno dopo, probabilmente se non me lo avessero chiesto fino al 2025, sarebbe uscito oggi, perché una volta che ce l'hai lo prendi lo metti via lo lasci lì, basta».
Il giovane ha inoltre risposto sull'ipotesi che avesse una cotta per la vittima, il presunto movente: «No, non c'è mai stata. È un'invenzione. Sono molto amico di suo fratello, l'ho incontrata qualche volta, ma il rapporto non andava oltre il semplice saluto. Non c'è mai stato nulla, è un'altra delle tante cose che stanno montando per portare avanti questa telenovela che è diventata». E ha parlato della sua famiglia: «Se ho senso di colpa verso i miei genitori? Più senso di responsabilità che colpa. Mi piacerebbe far vedere un nipotino ai miei. Ma devo dire che forse è stato un bene non essermi costruito una famiglia negli ultimi anni, perché altrimenti adesso ci sarebbero dentro anche loro». La separazione dall'avvocato Massimo Lovati: «È stata una decisione molto sofferta.
Provo ancora affetto e stima per lui». Infine la sua opinione su chi sia l'assassino: «Io ad oggi credo Alberto Stasi. Le sentenze hanno stabilito quello e io non ho le competenze per metterlo in dubbio. Per me la verità è quella».