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Arrestato terrorista attivo sul gruppo 'Pericolosi d'Egitto'. "Si addestrava per andare a combattere con Daesh"

L’uomo era già in carcere ed era parte di una rete costruita in un sistema di messaggistica istantanea

Arrestato terrorista attivo sul gruppo 'Pericolosi d'Egitto'. "Si addestrava per andare a combattere con Daesh"
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Non era solo un "lupo solitario" ma membro attivo di una associazione che aveva nei social di messaggistica istantanea, dal nome "I pericolosi d'Egitto", il suo "quartier generale". E proprio qui l'indagato, Saied El Naijar, pare pianificasse attentati terroristici, prendendo di mira stadi e luoghi di culto, progettando di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico, e provvedesse al suo auto-addestramento consultando siti internet per la creazione di esplosivi e condividendo video riguardanti l’utilizzo di kalashnikov e combattimenti.

La Polizia di Stato ha notificato una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino egiziano. Già condannato in primo grado con l'accusa di apologia di delitti legali al terrorismo, era poi tornato in libertà, ma in seguito è rimasto sotto la lente degli uomini della Digos.


La prima parte dell’indagine, che lo ha portato in carcere, è nata da da informazioni ricevute dall’Aise, i servizi segreti italiani, che hanno consentito agli investigatori di eseguire mirati approfondimenti nei confronti dell’indagato, che dimostrava uno spiccato attivismo su diversi social e su alcuni network virtuali giovanili. Qui, l’egiziano manifestava interesse per tematiche jihadiste e grazie alle indagini sono emerse evidenze di un impegno costante nella condivisione ed esaltazione sul web di contenuti apologetici riguardanti l’I.S., la Jihad Islamica Palestinese e la pratica del martirio. L’elemento maggiormente allarmante è la volontà dell’uomo di passare all’azione ponendo in essere condotte violente contro i Kuffar, gli “infedeli”, in quanto cristiani. Ed era anche stato individuato un obiettivo: una chiesa al centro di Bergamo. Per questo è stato condannato in primo grado per aver fatto apologia di delitti con finalità di terrorismo.


Il nuovo filone investigativo ha approfondito la posizione dell’uomo grazie all’analisi della copia forense dei dispositivi sequestrati all’indagato nel corso dell’operazione di Polizia Giudiziaria hanno disvelato come il giovane non fosse un semplice “lupo solitario”, operando in sinergia con altri soggetti e coordinandosi nella condivisione di progettualità terroristiche comuni e condivise.

Questa associazione avveniva in una chat creata su un’applicazione di messaggistica istantanea, “I pericolosi d’Egitto”, e di una correlata associazione terroristica, in cui l'indagato pare pianificasse attentati terroristici, prendendo di mira stadi e luoghi di culto, progettando di arruolarsi tra i combattenti del Daesh in Mozambico, e provvedesse al suo auto-addestramento consultando siti internet per la creazione di esplosivi e condividendo video riguardanti l’utilizzo di kalashnikov e combattimenti.

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