Cronaca giudiziaria

Uccise la moglie, ma il giudice lo assolve. Ecco perché

Gianluca Ciardelli è stato assolto perché non in grado di intendere e di volere quando uccise la moglie nel maggio 2021: ecco cosa dice la sentenza e i disturbi di cui soffre l'uomo

Uccise la moglie, ma il giudice lo assolve. Ecco perché

Ascolta ora: "Uccise la moglie, ma il giudice lo assolve. Ecco perché"

Uccise la moglie, ma il giudice lo assolve. Ecco perché

00:00 / 00:00
100 %
Tabella dei contenuti

Non era in grado di intendere e di volere Gianluca Ciardelli che, poco più di due anni, fa uccise la moglie: per questa ragione è stato assolto e dovrà trascorrere i prossimi 15 anni in una Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) che accoglie le persone che si sono macchiate di reati e affette da disturbi mentali "a cui viene applicata dalla magistratura la misura di sicurezza detentiva del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o l'assegnazione a casa di cura e custodia", come viene spiegato dal Ministero della Giustizia.

Cosa dice la sentenza

L'assoluzione è arrivata dalla Prima Corte d'Assise di Roma nei confronti dell'uomo di 63 anni, giornalista e autore di programmi Rai che nel maggio del 2021 uccise nella loro abitazione la moglie, Lorella Tomei, nel quartiere Balduina di Roma. L'omicidio fu commesso con un corpo contundente: all'arrivo dei carabinieri l'uomo si trovava sul letto, accanto al corpo della moglie, intento a leggere un libro. "Da rappresentante dell'accusa, a fronte di un efferato delitto come questo avrei chiesto il massimo della pena ma in questo caso l'atto è stato commesso in stato di incapacità di intendere e di volere del soggetto come emerso sin dal primo intervento della polizia giudiziaria sul posto e come confermato poi dalle perizie", ha dichiarato in aula il pubblico ministero, Antonio Verdi.

La perizia psichiatrica

Al momento della perizia psichiatrica, Ciardelli era già stato dichiarato completamente incapace "di intendere e di volere al momento del fatto": non è una sorpresa, quindi, la decisione della Prima Corte d'Assiste capitolina. Il pm Verdi ha poi spiegato, ricostruendoli, i risultati della perizia spiegando che l'uomo soffrirebbe di importanti problemi psichiatrici da 40 anni, ossia da giovanissimo. Quella tragica notte, il figlio Simone ricevette una telefonata del padre verso l'una di notte dal padre che affermava l'immobilità della madre sul letto: "mamma non si sveglia, le hanno fatto qualcosa".

Qual è il disturbo dell'uomo

Come si intuisce facilmente, Ciardelli dopo aver commesso il delitto ha rimosso completamente ogni cosa preoccupandosi come fosse possibile che la mogle era immobile nel letto: in realtà era giò senza vita e la perizia ha sottolineato la chiarezza dello "stato psichico alterato". Gli specialisti che si sono occupati del caso, Rolando Paterniti e Vittorio Fineschi, hanno parlato di Ciardelli definendolo "un soggetto affetto da una grave forma di disturbo bipolare maniacale": per eliminare le tracce di sangue avrebbe usato una "candeggina che non ha effetti" e quindi non adatta al suo scopo.

La vittima, Lorella Tomei, fu uccisa con un oggetto verosimilmente in ceramica i cui cocci furono fatti sparire nell'immondizia ma in maniera "grottesca e maldestra": nel momento dell'omicidio, Ciardelli non stava assumendo farmaci ma al medico che lo stava curando raccontò la versione opposta.

Commenti