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"Violata la legge sulla privacy": nei guai il consulente di Report Bellavia. E Ranucci torna ad attaccare il Giornale. Gasparri: "Omofobo e stordito"

Gian Gaetano Bellavia, il commercialista consulente di numerose procure e di Report, è indagato dalla Procura di Milano. Ranucci: "Il Giornale chieda scusa". Gasparri all'attacco: "Deve vergognarsi e scusarsi con tutti gli italiani"

"Violata la legge sulla privacy": nei guai il consulente di Report Bellavia. E Ranucci torna ad attaccare il Giornale. Gasparri: "Omofobo e stordito"
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Lo scandalo che ha travolto il consulente di Report Gian Gaetano Bellavia si allarga a macchia d’olio: il commercialista che ha lavorato con 19 magistrati è indagato dalla Procura di Milano che gli contesta la violazione della legge sulla privacy per l’archivio con i dati di migliaia di persone (1 milione di file ad «altissima sensibilità», con almeno 104 nomi di personalità pubbliche) che lui deteneva e che gli sarebbe stato «rubato» da una sua ex dipendente Valentina Varisco, come confermerebbe il file di 36 pagine senza firma «spuntato» in mezzo alle carte della Procura. La decisione dei pm Paola Biondolillo ed Eugenio Fusco con il Procuratore di Milano, Marcello Viola, arriva dopo l’inchiesta già aperta per l’esfiltrazione di questi dati. Secondo quanto risulta al Giornale i magistrati vogliono sapere a che titolo detenesse questi dati, per quanto tempo, con quali parametri di sicurezza e soprattutto perché il commercialista non ha denunciato al Garante della Provacy il furto, violando così la normativa che il commercialista dovrebbe conoscere benissimo e dichiarandolo al Fatto quotidiano.

Fra i nomi di persone che Bellavia avrebbe messo a rischio violazione della privacy - con possibili pesantissime sanzioni - c’erano personaggi come il ceo di Coima, Manfredi Catella, il mafioso Giusepe Graviano, l'ex tesoriere della Lega, Alberto Di Rubbia, l'attore Luca Barbareschi, imprenditori come Flavio Briatore e Claudio Lotito. La sua ex dipendente Varisco è finita a processo con citazione diretta a giudizio della pm Biondolillo per l'ipotesi di accesso abusivo a sistema informatico. Come aveva anticipato il Giornale, la denuncia in Procura non esimeva Bellavia dall’obbligo di segnalare l’esfiltrazione dei dati. «Non basta possedere migliaia di file come faceva il commercialista, bisogna sapere perché li aveva archiviati, se gli strumenti di data detention sono adeguati, se sono scattati gli alert e quando», ci aveva detto una fonte vicina al Garante.

Il conduttore di Report Sigfrido Ranucci è intervenuto subito sui social a difendere l'amico Bellavia, attaccando - come al solito - il Giornale: "Cade il teorema dei giornali di Angelucci e di Gasparri sul nostro consulente Gian Gaetano Bellavia. Nessuna accusa di dossieraggio o centrale di spionaggio. Ma di violazione della Privacy per la norma sulla conservazione dei dati", scrive il vicedirettore. Come se la violazione della privacy fosse un reato di serie B. "L'inchiesta nasce a causa dalla denuncia dello stesso Bellavia di furto del suo archivio. Vicenda che potrebbe riguardare tutti gli archivi di professionisti, dai medici agli avvocati ai periti", aggiunge Ranucci, che peró non sottolinea come il trattamento dei dati di questi professionisti sia sottoposto a una norma che lo stesso Bellavia ha ammesso di aver violato. "Ora il Giornale e Maurizio Gasparri chiedano scusa perché si sono inventati accuse false", è la sua chiosa. Ma se fossero false la Procura non avrebbe aperto due indagini diverse.

La risposta del diretto interessato non si è fatta attendere. “Ho denunciato, nei giorni scorsi, Bellavia, ma insieme a lui tutta la baracca di Report, per per una possibile operazione illegale che potrebbero aver condotto, a mio avviso, con un vero e proprio dossieraggio. Ranucci continua a fare affermazioni infondate e ad attaccarmi su cose inesistenti, ma farebbe bene a pensare alle sue responsabilità ed alla vicenda Bellavia. Sono onorato di essermi rivolto alla magistratura e continuerò a seguire la vicenda, sperando che la Procura di Milano questa volta vada fino in fondo. Compatisco lo stordito Ranucci che chiede le scuse perché ritiene poco grave il reato di violazione della privacy, che è invece gravissimo ed è proprio la premessa del dossieraggio che si basa proprio sulla violazione delle privacy altrui. Ranucci è anche un omofobo. Ranucci deve vergognarsi e scusarsi con tutti gli italiani. Ranucci è abituato a mischiare le carte e a dire fanfaluche. La verità è che il "suo" Bellavia è indagato e che i metodi di Report sono sotto indagine.

Fiero di aver denunciato questa gente stiano tranquilli che non daremo tregua a costoro. E la Rai che fa? Lascia mano libera a simili soggetti?”, ha dichiarato il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.

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