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Attacco jihadista in Europa: bruciata la casa del commissario che lotta contro l'antisemitismo

Rogo nella casa di Berlino di Andreas Büttner, commissario per la lotta all’antisemitismo del Land di Brandeburgo, uno dei sedici Stati federali tedeschi. Il triangolo rosso rovesciato di Hamas sul luogo dell'agguato

Attacco jihadista in Europa: bruciata la casa del commissario che lotta contro l'antisemitismo
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Non un semplice episodio di antisemitismo, ma un atto che le autorità tedesche e molti osservatori internazionali leggono ormai come terrorismo jihadista e tentato omicidio nel cuore dell’Europa.

Domenica notte un incendio doloso ha quasi distrutto l’abitazione nei dintorni di Berlino di Andreas Büttner, commissario per la lotta all’antisemitismo del Land di Brandeburgo, uno dei sedici Stati federali tedeschi. Al momento del rogo, nella casa si trovava l’intera famiglia del funzionario. Sul luogo dell’attacco è stato rinvenuto un triangolo rosso rovesciato, simbolo di sostegno a Hamas e marchio riconosciuto della propaganda jihadista, importato con violenza nel cuore dell’Unione Europea. Si tratta del secondo attacco in sedici mesi contro Büttner. “Questo attentato rappresenta un’escalation di massa: è diretto contro di me personalmente, contro la mia famiglia e contro la mia casa”, ha dichiarato il commissario in un’intervista a Die Zeit.

Il messaggio lanciato dagli aggressori è chiaro e inquietante: nessuno è più intoccabile, nemmeno tra le mura domestiche. A essere preso di mira non è soltanto “l’ebreo visibile” per strada, ma un funzionario dello Stato incaricato di contrastare l’antisemitismo. Un salto di qualità che segna un punto di non ritorno: l’uso esplicito di simboli terroristici e la minaccia diretta alle famiglie di rappresentanti delle istituzioni.

È stato uno shock per me e per la mia famiglia”, ha aggiunto Büttner. “Improvvisamente il nostro senso di sicurezza è svanito. Il triangolo rosso di Hamas è un simbolo riconosciuto a livello internazionale di violenza jihadista e di incitamento all’antisemitismo. Chi lo utilizza vuole intimidire e glorificare il terrore”. Poi il messaggio rivolto alla comunità ebraica: “Questo Stato vi protegge. Continuerò il mio lavoro con incrollabile determinazione. L’intimidazione non avrà successo”.

L’attacco in Germania si inserisce in un quadro europeo sempre più allarmante. A Berlino, nel parco di Gleisdreieck, un uomo ha tentato di accoltellare un ebreo sessantenne che indossava una collana con la stella di David, insultandolo come “assassino di bambini” prima di estrarre un coltello. In Portogallo, il ristorante israeliano Tantura ha annunciato la chiusura dopo ripetuti atti vandalici – scritte ostili e vetrine infrante – che hanno reso impossibile proseguire l’attività. L’ultimo giorno di apertura sarà sabato. In Spagna, infine, è emersa una mappa che identifica attività commerciali, scuole e organizzazioni legate a ebrei e israeliani in Catalogna. Il progetto, denominato Barcelonaz e apparso sulla piattaforma francese GoGoCart, elenca circa 150 realtà etichettate come “sioniste”: una classificazione che, secondo numerosi osservatori, assomiglia pericolosamente a una lista di potenziali bersagli.

Dalla Germania alla Penisola Iberica, il filo rosso è lo stesso: l’antisemitismo europeo sta assumendo forme organizzate, intimidatorie e sempre più

violente, con simboli e metodi che richiamano apertamente il terrorismo jihadista. Un fenomeno che non colpisce più soltanto individui, ma mette nel mirino le istituzioni democratiche e la sicurezza stessa degli Stati europei.

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