Cronaca internazionale

Birmania, scarcerata Aung San Suu Kyi: trasferita ai domiciliari

Secondo il portavoce della giunta, il premio Nobel per la pace, 78 anni, dovrà "ricevere cure a causa dell'ondata di caldo"

Birmania, scarcerata Aung San Suu Kyi: trasferita ai domiciliari

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L'ex leader del Myanmar e capo del governo birmano Aung San Suu Kyi, in carcere per il colpo di Stato del 2021, è stata trasferita agli arresti domiciliari. La notizia è stata diffusa dall'agenzia Afp. Secondo il portavoce della giunta Zaw Min Tun, il premio Nobel per la pace, 78 anni, dovrà "ricevere cure a causa dell'ondata di caldo". Zaw Min Tun ha affermato che l'afa insopportabile ha spinto le autorità ad adottare misure per proteggere i detenuti vulnerabili. "Non solo Daw Aung San Suu Kyi e U Win Myint, ma anche alcuni vecchi prigionieri hanno ricevuto le cure necessarie a causa del clima torrido", ha detto il portavoce.

Chi è Aung San Suu Kyi

Tre anni fa in Myanmar è esploso un conflitto nazionale. L'esercito ha spodestato il governo eletto e ha imprigionato Suu Kyi, iniziando a reprimere le proteste non violente che cercavano un ritorno alla democrazia. Suu Kyi sta scontando una pena detentiva di 27 anni nella capitale Naypyitaw per una serie di condanne penali che i suoi sostenitori e gruppi per i diritti sostengono siano state fabbricate per ragioni politiche. Il grande caldo degli ultimi giorni, però, ha costretto le autorità a prendere provvedimenti. Il dipartimento meteorologico del Myanmar ha detto che Naypyitaw ha registrato temperature di 39 gradi Celsius martedì pomeriggio, troppo alte per poter vivere nelle celle.

Il conflitto nazionale

I sostenitori di Suu Kyi e gli analisti indipendenti sono convinti che le accuse nei suoi confronti sono state formulate nel tentativo di screditarla e legittimare la presa del potere da parte dei militari. L'esercito aveva affermato che il suo partito, la Lega Nazionale per la Democrazia, aveva utilizzato una diffusa frode elettorale per ottenere una vittoria schiacciante nelle elezioni generali del 2020, un'accusa che gli osservatori indipendenti hanno trovato poco convincente. Secondo l'associazione di Assistenza per i prigionieri politici, un gruppo indipendente che monitora le vittime e gli arresti, più di 20.351 persone imprigionate per accuse politiche dalla presa del potere dell'esercito nel 2021 sono ancora in detenzione, la maggior parte delle quali non ha ricevuto condanne penali.

I problemi di salute di Suu Kyi

Secondo quanto riferito dai familiari, la salute di Suu Kyi è peggiorata in prigione. Nel settembre dello scorso anno è emerso che soffriva di sintomi di bassa pressione sanguigna, tra cui vertigini e perdita di appetito, ma che le erano state negate le cure presso strutture qualificate al di fuori del sistema carcerario. Tali rapporti non hanno potuto essere confermati ufficialmente, ma suo figlio minore Kim Aris ha spiegato in alcune interviste di aver sentito che sua madre era gravemente malata, soffriva di problemi gengivali e non poteva mangiare.

Aris, che vive in Inghilterra, aveva sollecitato il governo militare del Myanmar affinché liberasse sua madre e altri prigionieri politici.

Le notizie su Suu Kyi sono strettamente controllate dal governo militare; anche i suoi avvocati, per un ordine di riservatezza, hanno il divieto di parlare con i media. Il suo team legale ha dovuto affrontare diversi ostacoli, tra cui l’impossibilità di incontrarla per ricevere le sue istruzioni. L’ultima volta che l’hanno vista di persona risale a dicembre 2022.

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