La notizia è arrivata nella notte, con una foto e poche parole affidate a un post sul social X dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Anche Luigi Gasperin è libero. Ora è nella sede della nostra ambasciata a Caracas. Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere". Una frase semplice, ma che chiude una vicenda durata mesi, fatta di silenzi, trattative diplomatiche, timori e speranze. Luigi Gasperin, cittadino italiano di 77 anni, imprenditore affermato nel settore petrolifero venezuelano, è finalmente fuori dal carcere dove era detenuto dallo scorso agosto. La Farnesina conferma: "Gasperin è provato, ma in condizioni stabili. E ha già fatto sapere di voler rimanere in Venezuela e tornare a Maturín, la città dove ha costruito la sua carriera".
Dal Basso Piemonte al cuore dell’oro nero venezuelano
Ma chi è Luigi Gasperin? Nato e cresciuto nel Basso Piemonte, Gasperin è uno di quegli italiani che, tra gli anni Novanta e Duemila, hanno cercato fortuna all’estero, inseguendo le opportunità offerte dai mercati emergenti. Il Venezuela, con le sue immense riserve di petrolio, era allora una terra promessa per tecnici, ingegneri e imprenditori del settore energetico. Gasperin arriva a Caracas da uomo già esperto. Non è un avventuriero improvvisato, ma un manager con una visione chiara: entrare nel grande business dell’oil & gas. Nel tempo diventa proprietario della Tecnica Petrolera Wlp, società specializzata nei servizi di perforazione dei pozzi petroliferi. Tra il 2000 e il 2024 la sua azienda si aggiudica oltre sessanta contratti con la Pdvsa, la compagnia petrolifera statale venezuelana. Un curriculum che racconta una storia di successo imprenditoriale costruita lontano dall’Italia.
L’arresto improvviso e l’accusa mai chiarita
Poi, il 9 agosto 2025, la parabola si spezza di colpo. Le autorità venezuelane fanno irruzione nella sede della sua azienda a Maturín, capitale dello Stato di Monagas. Scatta una perquisizione, vengono sequestrati materiali esplosivi utilizzati normalmente per le attività di perforazione. Gasperin viene arrestato. Da Caracas filtrano accuse generiche: si parla di complotti, di destabilizzazione, di un presunto piano dell’opposizione. Le autorità venezuelane annunciano di aver smantellato una rete sovversiva che coinvolgerebbe aziende del settore energetico. Ma su Gasperin, in particolare, non viene mai resa nota un’imputazione formale chiara. Per la diplomazia italiana, quelle accuse appaiono da subito fragili. Un fermo che sembra più politico che giudiziario. Un imprenditore finito nel mezzo delle tensioni interne di un Paese sempre più isolato e instabile.
"Mio padre non è un terrorista"
A dare voce alla famiglia è stata Claudia, la figlia: "Mio padre non è un terrorista, non è un cospiratore, non è un traditore del Venezuela". Parole che rimbalzano sui media italiani mentre la Farnesina si muove in silenzio. I contatti con Caracas sono continui, ma complessi. L’ordine di scarcerazione era arrivato già nei giorni scorsi. Serviva un nuovo intervento diplomatico, fino alla svolta di stanotte: l’ordine diventa esecutivo, le porte del carcere si aprono.
La diplomazia italiana e il ritorno all’ambasciata
Ora Luigi Gasperin si trova nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas. È stanco, provato, segnato da mesi di detenzione. Ma è libero. Il ministro Tajani rivendica il lavoro della rete diplomatica italiana che negli ultimi mesi ha intensificato l’impegno per riportare a casa diversi connazionali detenuti in Venezuela. La sua, però, è una libertà particolare. Gasperin non ha annunciato l’intenzione di rientrare subito in Italia. Anzi, vorrebbe tornare a Maturín, nella città dove ha costruito la sua azienda e la sua seconda vita. Una scelta che racconta molto del suo legame con quella terra difficile e contraddittoria.
Un futuro ancora da scrivere
A 77 anni, Luigi Gasperin si ritrova davanti a un bivio. Tornare in Italia, chiudere con il Venezuela e con un capitolo lungo più di vent’anni. Oppure restare, difendere la sua azienda, provare a riprendersi ciò che la prigione gli ha sottratto. La sua storia è quella di un imprenditore globale finito nel tritacarne della geopolitica, dove affari, potere e sicurezza nazionale si mescolano fino a diventare indistinguibili.
Una storia che parla anche dell’Italia, della sua presenza economica nel mondo, dei rischi che corrono i suoi cittadini nei Paesi instabili. E che oggi, almeno, ha un finale provvisorio di sollievo: Luigi Gasperin è libero. Dopo mesi di buio, torna finalmente a vedere la luce.
#Venezuela Anche Luigi Gasperin è libero. Ora è nella sede della nostra ambasciata a #Caracas. Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere. pic.twitter.com/GQMljfWj53
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) January 15, 2026