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"Colpevole di aggressione". Budapest condanna la tedesca Maja T.

L’attivista tedesca era imputata nello stesso procedimento che vede coinvolta anche Ilaria Salis, per il momento tutelata da immunità parlamentare

"Colpevole di aggressione". Budapest condanna la tedesca Maja T.
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Il tribunale di Budapest ha condannato a 8 anni di reclusione l’attivista Maja T. nell’ambito del processo aperto per aver aggredito un gruppo di militanti neonazisti nel febbraio 2023 nel contesto del "giorno dell'Onore". Il procedimento è lo stesso che vedeva indagata anche Ilaria Salis, che in conseguenza del voto con il quale la sua immunità è stata confermata, per il momento vede il suo fascicolo congelato o annullato, in attesa della fine del mandato di Bruxelles. Maja, cittadina tedesca transgender, è stata estradata da Berlino 18 mesi fa e l’accusa nei suoi confronti aveva chiesto una pena di 24 anni.

Secondo la difesa dell’attivista, l’estradizione subita viola la Costituzione anche alla luce delle condizioni di detenzione e della situazione dello Stato di diritto nel Paese ma in 18 mesi le autorità tedesche non hanno concluso il procedimento per riportarla in Germania. Prima che venisse comunicato il verdetto del giudice, l’Ungheria aveva rassicurato il Paese di Merz che la pena potrà essere scontata in Germania, ma modalità e tempi di un possibile trasferimento restano al momento incerti e dipenderanno dall’esito del giudizio e dalla decisione del giudice. “Complice di Ilaria Salis, la terrorista antifa Maja T., e' stata condannata in primo grado e sentenziata a 8 anni di carcere. La cittadina tedesca di 24 anni e' stata condannata per l'aggressione brutale e politicamente motivata contro cittadini ungheresi a Budapest nel 2023”, ha dichiarato Zoltan Kovacs, il portavoce del premier ungherese, Viktor Orban

“Il procedimento a carico di Maja e Gabri, come quello contro tutti gli antifascisti, è un processo farsa. Non ci sono dubbi. È un palcoscenico kafkiano su cui va in scena lo squallido spettacolo della punizione esemplare che il regime infligge ai propri nemici. Non mi aspetto buone notizie dalla sentenza su Maja T. e Gabriele M., prevista per oggi”, ha scritto l’europarlamentare prima dell’emissione della sentenza, che però ha avuto risvolti molto diversi da quanto si ipotizzava inizialmente, visto e considerato che il giudice ha ridotto di due terzi la pena rispetto a quanto richiesto dalla pubblica accusa.

“È in questo contesto che va letta la sentenza attesa oggi. Alla luce di tutto ciò, dobbiamo continuare a chiedere con forza che Maja, tanto più considerando l'illegalità della sua estradizione, venga trasferita in Germania e sottoposta lì a un procedimento equo.

E che nessun antifascista sia estradato in Ungheria”, ha poi aggiunto Salis: una richiesta che ha una doppia valenza per lei, visto che se si creassero precedenti di questo tipo, come da lei richiesto, nel momento in cui la sua immunità parlamentare non avrà più valenza alla scadenza del mandato potrebbe richiedere le stesse condizioni.

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