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Crans, le casse dei misteri: c'erano in tutto 2.500 franchi

Smentita la fuga di Jessica con il denaro. Quello trovato potrebbe essere solo parte dell'incasso totale della serata

 Crans, le casse dei misteri: c'erano in tutto 2.500 franchi
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C'erano in tutto circa 2.500 franchi in contanti nei due registratori di cassa - uno al piano terra e uno al seminterrato - e nel borsello da cameriere trovati al Constellation dopo la strage. Le cui foto emergono dagli atti dell'indagine, e smentiscono le voci che si erano rincorse all'inizio sulla «fuga» di Jessica Moretti «con la cassa». Un fatto smentito dalla stessa titolare indagata. Non è noto se il denaro rinvenuto sia solo una parte dell'incasso della serata di Capodanno, quando un tavolo vip arrivava a costare mille franchi, e alcune bottiglie di Champagne circa 300. Ma per i tavoli si pagava in anticipo.

L'ambasciatore svizzero Gian Lorenzo Corrado è rientrato ieri nella Confederazione per «seguire da vicino» l'evolversi della collaborazione giudiziaria promessa dagli elvetici ai pm italiani. Ma è già polemica per il rinvio dell'interrogatorio del titolare del Constellation, Jacques Moretti, che era

previsto per martedì. I suoi legali hanno chiesto e ottenuto di spostarlo per via del suo «stato depressivo» causato da «uno shock post traumatico» che non gli permetterebbe di affrontare il confronto con i pm e con le parti civili. La scelta della Procura di accogliere la richiesta del rinvio lascia «molto perplesso» Fabrizio Ventimiglia, uno dei legali delle vittime, che in una nota si dice amareggiato «rispetto a certe scelte processuali, tanto più se, in una fase iniziale, era stata manifestata la volontà di collaborare per giungere rapidamente all'accertamento della verità». Il legale nel prendere atto della «scelta difensiva», sottolinea che «la Procura avrebbe potuto valutare, in alternativa, la convocazione di Jessica Moretti, trattandosi di audizione già programmata da tempo». Ventimiglia nota che «a distanza di tre mesi dai fatti, restano infatti ancora molti, troppi, i punti da chiarire da parte di tutti gli indagati». Siamo «in una fase particolarmente delicata» e «non si può escludere che la sequenza degli atti possa incidere, anche solo indirettamente, sulla formazione e sulla genuinità delle dichiarazioni».

Agli atti dell'indagine ci sono anche le prime richieste risarcitorie milionarie da parte delle vittime del rogo, portatrici di ferite fisiche e psicologiche indelebili. Cinquanta milioni è l'istanza di una giovane, depositata tramite i legali: «Sulla mia mano sinistra dovrà

essere amputata la prima falange di ogni dito, dovrò sottopormi a un numero molto elevato di interventi per anni». Un altro ferito chiede 25 milioni: «Oggi ho ustioni su circa il 30 per cento del corpo, di secondo e terzo grado profondo. Le mani, le vie respiratorie e i polmoni hanno subito danni gravi». Senza contare gli attacchi di panico frequenti dopo la strage, provocati anche dalla semplice visione di «un forno da pizza in un ristorante». Restano le contraddizioni e i punti ancora opachi nelle testimonianze rese dai coniugi Moretti. Hanno sempre dichiarato di non essere stati loro a chiedere a Cyane, la cameriera col casco, di salire sulle spalle di un collega per portare le bottiglie scintillanti che poi hanno dato alle fiamme il soffitto del locale.

Versione smentita da più testimoni, anche da Roze, la fotografa del Constellation che a Capodanno doveva scattare foto e video per i Moretti. «Fu Jessica a dirmi di fotografare lo show con le candele» e fu «Jessica a dire a Cyane di salire sulle spalle del collega. Una volta fuori dal locale, ho visto Jessica fuori dalla porta, era scappata e piangeva».

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