I punti chiave
- Ustioni di diversa gravità, nessun trauma da scoppio
- Intubazione precauzionale, possibile estubazione nei prossimi giorni
- Ospedale mobilitato: disponibili fino a 19 posti per grandi ustionati
- Valutazione in shock room e supporto psicologico alle famiglie
- In attesa di eventuali nuovi trasferimenti
- Tajani: "Settimane per identificare le vittime"
Restano gravi ma stabili le condizioni dei tre giovani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, trasferiti nella serata di ieri all’ospedale Niguarda di Milano. Si tratta di una donna di circa trent’anni e di due ragazzi di sedici anni, arrivati in elicottero uno dopo l’altro nell’arco di circa mezz’ora e immediatamente presi in carico dalle équipe di emergenza.
Ustioni di diversa gravità, nessun trauma da scoppio
Secondo quanto riferito dal direttore del Centro ustioni del Niguarda Filippo Galbiati, uno dei pazienti presenta ustioni più profonde ed estese, mentre negli altri due le lesioni risultano meno gravi e più superficiali. Gli accertamenti iniziali hanno escluso la presenza di traumi riconducibili all’esplosione, elemento che avrebbe potuto complicare ulteriormente il quadro clinico. Una delle pazienti è già stata sottoposta a un intervento chirurgico alla mano per migliorare l’afflusso di sangue alle estremità. Tutti e tre sono attualmente ricoverati tra la terapia intensiva e il centro grandi ustioni.

Intubazione precauzionale, possibile estubazione nei prossimi giorni
I tre giovani restano intubati: una misura adottata fin dalle prime fasi dei soccorsi per garantire la stabilizzazione durante il trasporto in elicottero. Per il paziente con ustioni meno profonde, i medici valuteranno già nelle prossime ore la possibilità di rimuovere il tubo. Per gli altri due, invece, i tempi potrebbero essere più lunghi e richiedere ancora alcuni giorni di assistenza respiratoria.
Ospedale mobilitato: disponibili fino a 19 posti per grandi ustionati
Il Niguarda si è preparato all’emergenza attivando fin da subito l’unità di crisi, con il coinvolgimento della direzione sanitaria e della direzione generale. Sono stati resi disponibili numerosi posti letto in terapia intensiva e nel centro grandi ustioni, con una capacità complessiva compresa tra 16 e 19 postazioni dedicate a questo tipo di pazienti. In parallelo, è stato richiamato personale sanitario aggiuntivo che si è reso disponibile volontariamente per rafforzare i reparti di pronto soccorso e degenza.
Valutazione in shock room e supporto psicologico alle famiglie
La prima valutazione clinica dei feriti è avvenuta nella shock room del pronto soccorso, dove rianimatori, ustionologi e chirurghi hanno lavorato insieme per definire rapidamente la gravità delle lesioni e impostare il trattamento più adeguato. Le valutazioni sono state effettuate in urgenza, con team dedicati per ciascun paziente. È stato inoltre attivato un servizio di supporto psicologico per assistere i familiari, che stanno raggiungendo Milano in queste ore.
In attesa di eventuali nuovi trasferimenti
L’ospedale resta in allerta per la possibile accoglienza di altri feriti legati alla tragedia. "Siamo pronti ad accoglierli", fanno sapere dal Niguarda, sottolineando la presenza di un’équipe altamente specializzata nella gestione dei grandi ustionati e delle complicanze intensive. Le prossime 48 ore saranno decisive per valutare l’evoluzione clinica dei tre giovani e impostare i successivi percorsi terapeutici.
Tajani: "Settimane per identificare le vittime"
Intanto, il ministro Antonio Tajani, in collegamento telefonico con Quarto Grado su Rete4, ha detto che è "difficilissimo identificare le vittime perché sono carbonizzate, ci vorranno settimane per comprendere di chi si tratta. La nostra polizia scientifica è a disposizione per aiutare nell'identificazione dei cadaveri, ne ho parlato con il ministro Piantedosi".
Difficile identificare anche i feriti: "Se sono in terapia intensiva, se sono sedati e non parlano e non hanno documenti è difficile identificare chi siano", ha aggiunto il titolare della Farnesina. "C'è molta confusione, la situazione è complicata", ha dichiarato ancora Tajani.