Leggi il settimanale

Flotilla, morta in Brasile la madre di Thiago Avila: chiesto il rilascio temporaneo

Da Israele per il momento non sembra esserci apertura in tal senso ma nelle prossime ore è prevista l’udienza d’appello contro la proroga del fermo

Flotilla, morta in Brasile la madre di Thiago Avila: chiesto il rilascio temporaneo
00:00 00:00

Nella giornata di ieri, il tribunale di Ashkelon ha prorogato fino a domenica la detenzione di Thiago Avila e Saif Abu Keshek, i due attivisti della Sumud Global Flotilla che sono stati fermati alla fine di aprile con un’operazione condotta in acque internazionali al largo di Creta. I due si trovano attualmente detenuti in Israele, perché sono sospettati da Israele di aver aiutato il nemico in guerra, di aver avuto contatti con un agente straniero, di appartenere a un'organizzazione terroristica e di averle fornito servizi, nonché di aver trasferito beni a un'organizzazione terroristica.

Per loro si è mobilitata la comunità internazionale, tanto più ora che dal Brasile è arrivata la notizia della morte di Teresa Regina de Avila e Silva, madre dell'attivista brasiliano. Per questa ragione, la famiglia ha ora chiesto che Avila possa essere temporaneamente rilasciato per partecipare ai funerali. Da Israele, al momento, non è stata data alcuna risposta, anche perché il rilascio temporaneo avrebbe delle implicazioni logistiche importanti dal punto di vista di Israele che devono essere considerate. Ma, soprattutto, perché per oggi alle 12.30 il Tribunale distrettuale di Beer Sheva ha fissato l'udienza per l'appello presentato dalla Ong Adalah, per bloccare la proroga del fermo. “Mantenere in carcere il cittadino brasiliano Thiago Avila, componente della Global Sumud, è un'azione ingiustificabile da parte del governo israeliano, che desta grande preoccupazione e deve essere condannata da tutti”, ha dichiarato il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva.

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha dichiarato che “non ci sono prove” a sostegno delle accuse mosse dalle autorità israeliane contro gli attivisti, perché gli israeliani “non stanno fornendo alcuna prova” a sostegno di queste accuse. Si tratta, ha aggiunto, “di una detenzione completamente illegale; nessun agente israeliano ha giurisdizione in acque internazionali. Non si sale a bordo di una nave in acque internazionali.

Questo non è il modo di agire di uno Stato che si definisce democratico”. Nel frattempo anche in Italia gli attivisti si stanno mobilitando nelle piazze e nei prossimi giorni sono previsti presidi e cortei in tutto il Paese per chiedere la liberazione di Avila e Abu Keshek.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica