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"Ci intercettano". La Flotilla lancia il mayday, ma arriva in Grecia. E la polizia chiede proroga di 6 giorni per la detenzione dei 2 attivisti

Quattro barche partite dall'Italia proseguono la navigazione. Mayday alla guardia costiera greca, ma non risultano avvicinamenti confermati

"Ci intercettano". La Flotilla lancia il mayday, ma arriva in Grecia. E la polizia chiede proroga di 6 giorni per la detenzione dei 2 attivisti
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Quattro barche della Flotilla partite dall’Italia in ritardo rispetto alle altre si stanno avvicinando in queste ore alle coste greche ma nella notte hanno denunciato di essere state "intercettate" da aerei e navi non identificate. Per il momento non c’è nulla di confermato, anche perché le barche, come si evince dalla localizzazione, stanno procedendo regolarmente nella loro navigazione e sono già entrate nelle acque territoriali greche, dove non possono essere raggiunte in alcun modo da imbarcazioni non autorizzate.

“4 imbarcazioni della Freedom Flotilla Coalition (FFC) hanno segnalato un elicottero che le sorvolava alle 19:27, ora palestinese. Alle 21:53, ora palestinese, hanno segnalato di aver avvistato in lontananza 3 droni e una nave che aveva spento le luci”, si legge nel comunicato fatto nella tarda serata di ieri. Va precisato che “l’ora palestinese” citata è esattamente in linea con l’ora dell’Europa occidentale. “Marine Traffic mostra che poco prima un aereo statunitense della Lockheed Martin ha sorvolato la flotta. Alcuni partecipanti segnalano ora di aver avvistato imbarcazioni e luci bianche dietro la flotta della FFC”, si legge ancora nel messaggio social.

Dalle navi è stato anche inoltrato un Mayday alla guardia costiera greca ma, negli effetti, nessuna imbarcazione e nessun aereo si è avvicinato alle barche della Flotilla in queste ore durante la propria navigazione ed è probabile che se effettivamente in quelle ore un aereo americano stesse sorvolando, non fosse in missione per controllare la Flotilla. Tutte le altre barche si trovano nei porti greci e per il momento non hanno comunicato quando vorranno lasciarli per proseguire verso Gaza, com’era stato annunciato nei giorni scorsi. Ventidue delle imbarcazioni che compongono la flotta sono state intercettate nei giorni scorsi da Israele e alcune di queste sono state messe fuori uso e trainate fino ai porti, dove pare che gli attivisti stiano cercando di sistemarle per ripartire.

Saif Abukeshek e Thiago Ávila, in tutto questo, sono ancora sotto custodia israeliana e compariranno oggi davanti al tribunale di Ashkelon, dove la polizia chiederà una proroga di sei giorni per il fermo. Le accuse a loro carico sono gravi perché, come scrive Haaretz, sono considerati i leader della flottiglia e sono accusati di aver aiutato il nemico in guerra, di appartenere a un'organizzazione terroristica, di essere in contatto con un agente straniero, oltre ad altri reati. La Flotilla continua a chiedere manifestazioni di piazza sulla stregua di quanto accaduto in autunno, quando il continuo fomentare degli animi ha portato a violenti scontri nel nostro Paese e non solo. “Il mondo non può restare a guardare mentre imbarcazioni civili vengono inseguite in acque internazionali e regionali da elicotteri e droni, in violazione continua del diritto internazionale e umanitario.

Invitiamo l'opinione pubblica a mobilitarsi e a chiedere ai propri governi di intervenire per fermare questa forma di pirateria e garantire il passaggio sicuro degli aiuti e dei difensori dei diritti umani”, è il messaggio che arriva dalla Flotilla, che continua a battere sugli aiuti anche se questi sono, effettivamente, una frazione infinitesimale di quelli che i governi già mandano a Gaza.

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